martedì 17 gennaio | 13:58
pubblicato il 12/mag/2015 21:06

Fumata nera dopo 3 ore, sulla scuola è rottura Governo-sindacati

Si valuta blocco scrutini a ridosso Regionali. M5s: in piazza insieme mentre Camera vota

Fumata nera dopo 3 ore, sulla scuola è rottura Governo-sindacati

Roma, 12 mag. (askanews) - "Ascolto" da parte del governo, ma le distanze restano tutte perchè "le modifiche apportate non hanno cambiato i punti critici della riforma". Al termine di tre ore di incontro a Palazzo Chigi tra il governo - rappresentato dai ministri Stefania Giannini, Maria Elena Boschi, Marianna Madia e Graziano Delrio insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti - e quindici sigle sindacali del mondo della scuola la sintesi è nelle parole della segretaria Cisl Anna Maria Furlan: "Siamo stati ascoltati, ci saranno altri momenti di incontro ma per ora non abbiamo soluzioni in tasca". Tanto che i sindacati di categoria sono pronti ad annunciare "nuove iniziative di mobilitazione" anche nel periodo della fine della scuola, con sullo sfondo lo spauracchio del blocco degli scrutini.

Strada da valutare "attentamente" osserva la leader Cgil Susanna Camusso perchè spaccherebbe l'unità trovata nelle piazze tra insegnanti, studenti e famiglie. Mentre il ddl prosegue il suo iter a Montecitorio, in attesa che venga votato il mandato al relatore per l'aula, il governo promette ai sindacati nuovi momenti di "approfondimento" e di confronto nelle "audizioni al Senato" e in un nuovo incontro tra la ministra Giannini e le categorie. "Noi siamo un po positivi" spiega il ministro dopo il tavolo a Palazzo Chigi, "è stata una dimostrazione concreta che il governo continua a dialogare, mentre il provvedimento fa il suo corso".

Per ora le modifiche restano quelle passate in commissione cultura alla Camera e il testo approderà in questa forma il 14 maggio in aula a Montecitorio per uscirne, secondo le intenzioni della maggioranza codificate nel calendario della capigruppo, sei giorni dopo, il 19 maggio. Giorno per il quale il Movimento cinque stelle, che da settimane ha lasciato per protesta i lavori della settima commissione, chiama in piazza Montecitorio per un sit in di protesta tutto il mondo della scuola. Poi la partita si sposterà al Senato con l'intento del governo di chiudere entro la metà di giugno perchè la riforma, con il piano delle assunzioni, sia operativa da settembre.

Una cosa è certa: così com'è non va bene, seppure, con toni diversi a nessuno dei sindacati. Per la leader Cgil Susanna Camusso "oggi non abbiamo avuto nessuna risposta alle criticità che abbiamo esposto anche se il Governo ne ha preso nota. Siamo ben lontani da quel cambiamento profondo dell'impianto che andava definito". Insomma i confederali concordano sul fatto che "gli emendamenti sono insufficienti". "Vedremo a breve - conclude la Furlan - se quello di oggi è stato solo un incontro di cortesia o no".

Vep

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