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pubblicato il 09/gen/2014 12:00

Franceschini:Renzi non è premier ombra,con Letta lavoro parallelo

'Enrico gestice agenda,Matteo trattativa riforme: 2014 di svolta'

Franceschini:Renzi non è premier ombra,con Letta lavoro parallelo

Roma, 9 gen. (askanews) - "Non è assolutamente vero e non c'è un premier ombra. Se i partiti tirano ognuno la coperta dalla propria parte, il governo media. Questo schema è figlio di quel che è stato detto in Parlamento dopo l'uscita di Forza Italia. Letta gestisce l'agenda e i partiti gestiscono le trattative su riforme e legge elettorale, che riguardano un perimetro più ampio della maggioranza. Ed è naturale che questo percorso lo fac- cia il leader del partito più grande. Sono due lavori paralleli e diversi, non vedo sovrapposizioni". Alla vigilia dell'incontro Letta-Renzi per la definizione del nuovo patto di governo per il 2014, il ministro Dario Franceschini, coordinatore dell'attività di governo, nega con forza dualismo e antagonismo fra premier e segretario del Pd. "Il 2014 - ha sottolineato Franceschini, intervistato dal 'Corriere della Sera'- sarà l'anno che cambia il Paese. A leggere le cronache ci sarebbe da essere pessimisti: scioglimento delle Camere? Voto anticipato? No, io sono molto ottimista. Anche se questa è una legislatura anomala e fragile perché non c'è stato un vincitore alle elezioni, penso che riusciremo a fare cose mai realizzate quando tutto sembrava stabile". "Io so dall'inizio - ha detto ancora- che Renzi avrebbe cercato di sostenere il governo svolgendo una funzione di pungolo e di stimolo. Sarò te-stardo, ma resto convinto che segretario e premier non entreranno in conflitto". Quanto poi alle dimissioni dal Governo di Stefano Fassina come sfida a Renzi, a me dispiace che il viceministro si sia dimesso - ha commentato Franceschini. perchè stava facendo un otti mo lavoro. Ma non vedo nel Pd tracce di scissione: è una cosa che non esiste, fantasie detrologiche". E sulla possibilità che il nuovo patto di governo si accompagni ad un rimpasto, "togliamo di mezzo questa parola che suona - ha ripetuto il refrain letta-renziano - come un residuo del passato. Prima si mette a punto l'agenda e poi si decide la squadra che lo applica".

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