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pubblicato il 23/nov/2013 12:00

Forza Italia insiste: su decadenza Cav non si vota mercoledì 27

Il capogruppo Romani: "Non accetteremo ulteriori accelerazioni"

Forza Italia insiste: su decadenza Cav non si vota mercoledì 27

Roma, 23 nov. (askanews) - "Non accetteremo ulteriori accelerazioni del voto sulla decadenza, un voto già imposto in deroga a tutte le più basilari regole della democrazia". Lo ha affermato l'ex ministro Paolo Romani, presidente pro-tempore del gruppo Fi-Pdl del Senato a seguito delle dimissioni di Renato Schifani passato a Ncd, all'indomani dello scontro in aula con il presidente Pietro Grasso sulla conferma di mercoledì prossimo per il voto dell'aula del Senato sulla decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi. "Non comprendiamo - ha sottolineato Romani- i continui riferimenti alla data del 27 novembre come giorno previsto per il voto in aula al Senato sulla decadenza del Presidente Berlusconi. Lo stesso Presidente Grasso ha riferito della calendarizzazione in aula, con riferimento al 27 novembre, ma in ogni caso dopo la conclusione dei lavori in aula della legge di stabilità. Nell'ultima capigruppo si è anche deciso che i lavori in aula inizieranno alla conclusione dei lavori in commissione. In sintesi dunque: conclusione dei lavori in commissione, passaggio in aula della legge di stabilità e dopo, solo dopo, voto sulla decadenza". "Non accetteremo in alcun caso, ed è contraddetto dalle decisioni della capigruppo e dalle parole del Presidente - ha proseguito il capogruppo Fi- l'apertura di una finestra all'interno del percorso parlamentare della legge di stabilità. Già consideriamo come una imbarazzante forzatura la decisione di proseguire anche oggi e domani la discussione in commissione della legge di stabilità, non essendoci alcuna scadenza imprescindibile legata alla legge stessa, pur di arrivare al voto in aula entro la data del 27. Sottolineando, inoltre, che in commissione si sono esaminati finora solo circa il 10% degli emendamenti, ed il Governo, quindi, sta addirittura pensando di correre in soccorso chiedendo il voto di fiducia sulla stabilità, inammissibile per una legge così controversa".

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