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pubblicato il 16/nov/2013 15:59

Forza Italia: Berlusconi non affonda su alfaniani, speranza resta riunirli in Pdl

Forza Italia: Berlusconi non affonda su alfaniani, speranza resta riunirli in Pdl

(ASCA) - Roma, 16 nov - Chi si aspettava un Silvio Berlusconi all'attacco degli 'scissionisti' e' rimasto un po' deluso. L'ex premier parla per un'ora e mezzo, rispolverando iconsueti temi da campagna elettorale (giudici, Pd, Ue,Bce...), ma dal palco allestito al Palacongressi dell'Eur nonaffonda mai davvero il colpo. Qualche battuta ironica sulnome dei gruppi alfaniani (''meglio Cugini d'Italia di Nuovocentrodestra''), un tocco di delusione e dolore per iltradimento politico, ma poco altro. Anzi, il messaggio chelancia dal Consiglio nazionale del Pdl, appare piuttostoconciliante. Cosi', nel giorno in cui resuscita Forza Italia,attraverso una celebrazione che ricorda poco gli sfarzi e lescenografie patinate d'un tempo, non va in soffitta il Pdl.Acronimo da sempre poco amato, dal suo finora indiscussoleader, che pero' non verra' archiviato del tutto, dalmomento che potrebbe diventare utile quando si dovra'utilizzare una sigla per riassemblare, magari solo comecartello elettorale, la nuova casa dei moderati. Insomma, unasorta di riedizione della Casa della Liberta', in cuidovranno fare la loro parte anche gli stessi'filogovernativi'. E non solo. Per capirci, oggi stradeseparate (incolmabili le divergenze sulla vita del governoLetta legata alla decadenza di Berlusconi da senatore), madomani, chissa', possibile obiettivo comune. ''Siamo qui perla dipartita del Pdl - e' l'incipit di Berlusconi - un nomeche potra' essere usato per la coalizione dei moderati''.Angelino Alfano, la guida del ''Nuovo centrodestra', che ieriha dato vita a nuovi gruppi parlamentari non viene nominato.Berlusconi pero' racconta di aver appreso ''con dolore''dalle agenzie di stampa la notizia della scissione, avvenutanon per mancanza di condivisione dei valori ma per distanzatra singole persone che negli ultimi giorni si sono scambiate''dichiarazioni offensive''. Dalla sala si alzano urla''Traditori, traditori, buffoni'', proprio quando il leaderPdl appare commosso. ''Vorrei raccomandarvi di non farealcuna dichiarazione contro il Nuovo centrodestra'', chiedeBerlusconi che aggiunge come ''questo gruppo, anche se adessoapparira' come un sostegno alla sinistra, al Pd, dovra' poinecessariamente far parte della coalizione dei moderati:dobbiamo comportarci con loro come adesso facciamo con LegaNord o con Fratelli d'Italia''. Il leader della rinata ForzaItalia non risparmia pero' l'ironia che sa piu' di'frecciata' contro quello che fu il suo delfino: ''Il nome'Nuovo centrodestra' mi sembra non particolarmente efficace,pensando a chi lo compone. Avevo suggerito per scherzo neigiorni passati un altro nome: visto che ci sono i ''Fratellid'Italia', fate i ''Cugini d'Italia' cosi' siamo tutti unafamiglia''. I moderati devono continuare a stare uniti, e' ilmantra di Berlusconi, perche' con un esecutivo targato Pd-M5S''saremmo costretti a espatriare''. Berlusconi ricostruiscele ultime ore che hanno portato alla scissione. ''Ieri sonostato tutto il pomeriggio con i nostri cinque ministri ederavamo arrivati a un accordo salvo che poi hanno chiesto cheieri sera si riunisse, come fatto imprescindibile, un ufficiodi presidenza. Ma l'ufficio di presidenza si deve convocarecon 24 ore di anticipo e non era possibile''. La riunionedoveva servire a modificare il documento approvato dallariunione del 25 ottobre aggiungendo la clausola per la qualesi doveva convocare un Consiglio nazionale per decidere cosafare, nei confronti del governo, in caso di decadenza dasenatore dello stesso Berlusconi. ''Non si puo' governare conqualcuno che puo' uccidere politicamente il tuo leader. Ciera parso ieri che una decisione del genere andasse presa nonda pochi ma dal Consiglio nazionale'', spiega il Cavaliere,che precisa come per apportare ''le modifiche al documentonon c'era bisogno di convocare un Ufficio di presidenza''. Ilgoverno andra' comunque avanti, ''noi non abbiamo i numeriper farlo cadere'' considerata la scissione, ma ''avremmopotuto dare insieme un appoggio esterno'', spiega Berlusconi,che non risparmia attacchi ai ministri incapaci di battere ipugni in Europa. Ne ha anche per il governo e alla legge distabilita'. ''Non possiamo pensare che una legge distabilita' come quella di adesso possa portare qualche purminimo risultato, dobbiamo considerare la situazione globalein Ue a partire da un cambiamento della politica imposta atutti dalla Germania e di cui beneficia solo Berlino. Perquanto riguarda la nostra economia - rileva l'ex premier - da20 anni non cresce. L'ultimo bilancio senza perdite e' quellodi Quintino Sella. Non e' detto che gli Stati non possanoavere un bilancio positivo, pensiamo al Giappone, voiconoscete dati sulla nostra produzione e disoccupazione esappiamo che siamo su un piano inclinato come anche lo sonomolti altri paesi europei ad eccezione della Germania. Noiabbiamo un handicap rispetto agli altri Paese come unamacchina dello Stato che ci costa miliardi di euro, chesupera di un terzo il costo rispetto agli altri Paesi.Abbiamo un costo dell'energia che e' del 42% in piu' rispettoalla Francia. In queste condizioni e' molti difficile pensarealla ripresa''. Quanto alla magistratura, per Berlusconiquesta e' ''incontrollabile e incontrollata. Anche se sbagliae' impunibile'' e invece chi ha voluto il voto palese inSenato sulla sua decadenza ''e' un fuorilegge''. Inconclusione, il Cavaliere chiede ''di stare insieme conpassione ed entusiasmo per creare le condizioni perche' cisia una vera liberta'''. Il passaggio a Forza Italia vieneapprovato all'unanimita'. Voto che per Berlusconi ''e' unviatico per questa nuova avventura''.

ceg/vlm

Un ritorno, una rinascita, un rilancio per non dire una nuovasperanza. Oppure, la conclusione di una parabola, la fine diun sogno, il fallimento di una stagione politica. Cosi', aseconda da che parte (politica) si guardi l'avvenimento,viene considerato il ritorno sulla scena politica di ForzaItalia, la formazione politica nata per volonta' di SilvioBerlusconi nel 1994 e, sempre per volonta' dello stessoCavaliere, confluita nel Pdl tra il 2008 e il 2009. Unritorno - deciso oggi all'unanimita' dal Consiglio nazionaledel Pdl - che ha avuto come conseguenza anche una dolorosascissione interna ad opera dei cosiddetti 'filogovernativi',guidati da Angelino Alfano. Quella che comunque risulta evidente e' la diversita' trala, entusiasmante per una certa fetta di italiani, discesa incampo di Berlusconi nel gennaio del 1994, e la forsemalinconica replica di oggi, con un movimento che rinasce trale polemiche e soprattutto senza la certezza di esseretrainante come l'originale. L'idea di dare vita ad un movimento politico e non alclassico partito trova la sua realizzazione nel giugno del1993 quando nello studio del notaio Roveda a Milano vienecostituita 'Forza Italia-Associazione del buon governo'. Unanovita' assoluta nelle strutture organizzative politiche, conun presidente al posto del segretario, con un comitato dipresidenza invece di una direzione nazionale, con unaassemblea degli associati al posto della tradizionaleassemblea nazionale. Ma soprattutto un movimento che ruota intutto e per tutto intorno al suo creatore, Berlusconi: undeflagrante cambio di prospettiva nel classico panoramapartitico italiano. Un panorama messo violentemente indiscussione dallo scandalo di Mani Pulite e dagli interventi- non sempre esenti da forzature del codice di procedurapenale, dissero in molti - del pool della Procura di Milano. Ecco allora, di fronte al disfacimento dei partititradizionali, arrivare il non-partito composto danon-politici. Un movimento, come detto piu' volte daBerlusconi, che rifugge il professionismo della politica. Edin effetti coloro che vi aderiscono per parteciparesoprattutto alle elezioni del 1994 e del 1996, sono per lamaggioranza estranei alla ''politica politicante''.Professori universitari, storici, filosofi, avvocati digrido, giornalisti di primo piano che rappresentano - agliocchi di molti italiani - la risposta alla crisi dei partitidella Prima Repubblica. Forza Italia introduce lapersonalizzazione della politica: gli iscritti, isimpatizzanti, i semplici votanti di un giorno si ritrovanosolo nel leader, nel Cavaliere. Una personalizzazione che hacome conseguenza l'inesistenza del dibattito interno. Neicongressi svolti dalla nascita di FI fino allo scioglimento -solo due - non e' mai stata discussa una mozione diminoranza. Un nuovo modo di fare politica, quello che e' ruotatointorno al movimento berlusconiano che - al netto dellecontestazioni e delle ironie, a partire dalla definizione di'partito di plastica' - ha comunque innovato la politicaitaliana, dando una spinta decisiva al bipolarismo sulmodello del sistema anglossassone o americano. Forza Italia negli anni continua ad essere sempre piu' ilriferimento di una parte dell'elettorato italiano. Berlusconila definisce un partito liberaldemocratico, popolare,cattolico, laico e nazionale. Nel 1998 a Strasburgo glieuropdeputati di FI sono ammessi nel Ppe a titolo personale.Nel 2000 si costituisce la Casa delle Liberta', una nuovaformazione di centrodestra che raccoglie tutte le forze chesi oppongono alla sinistra, a partire da Forza Italia cheregistra un clamoroso successo alle elezioni amministrative.Il 2001 arriva, dopo gli anni della ''traversata neldeserto'' (all'opposizione dal 1996), la grande affermazioneelettorale e il ritorno al governo. E' in questa legislaturache pero' cominciano i primi scricchiolii, con il leaderdell'Udc Pier Ferdinando Casini che, in vista delle elezioni,ipotizza una leadership diversa da quella di Berlusconi. Nel2006 la Cdl viene sconfitta, sia pure di misura, alleelezioni e nel 2007 c'e' il divorzio con l'Udc di Casini. Berlusconi comincia a pensare che il logo Forza Italia nonabbia piu' sugli elettori l'appeal delle origini ed eccoallora arrivare la 'svolta del predellino'. Il 18 novembre2007, dopo aver fallito la spallata all'esecutivo guidato daRomano Prodi, durante un improvvisato comizio in Piazza SanBabila a Milano, appunto in piedi sul predellino della suaauto, annuncia la nascita di un nuovo soggetto unitario delcentrodestra, che verra' chiamato 'Popolo della Liberta''.Nel 2008 si torna al voto e il Pdl (composto da FI, An epartiti minori) vince, grazie anche all'accordo al Nord conla Lega di Umberto Bossi, e torna al governo. Ma e' l'iniziodella fine di Forza Italia. Il 21 novembre dello stesso annoil Consiglio nazionale del partito vota la confluenza nel Pdle il 27 marzo del 2009 si svolge il primo congressocostitutivo del Popolo della Liberta' che sancisce loscioglimento del partito azzurro (analoga operazione compieGianfranco Fini con la sua An). Da allora e' storia recente, dalla frattura con Finiall'appoggio nel 2011, dopo le dimissioni da Palazzo Chigi,al governo di Mario Monti fino alle ultime elezioni, chevedono il Pdl non vincitore ma in grado comunque di dire lasua nella formazione del nuovo gabinetto. Esecutivo chenascera' - guidato da Enrico Letta - grazie al sostegno diPd, Pdl e Scelta Civica. Le frizioni all'interno del Pdl,apparse gia' in occasione del sostegno al governo Monti,diventano sempre piu' evidenti, con l'ala dei cosiddetti'falchi' che mal digerisce le larghe intese con il Pd.Berlusconi - precipitato nelle vicende giudiziarie con lacondanna definitiva per i diritti Mediaset - accarezza a piu'riprese l'idea di togliere la fiducia al governo e, forte deisuoi sondaggi, di andare a elezioni anticipate. Ma e'consapevole della crisi del suo elettorato, al quale servedare una scossa. Ed ecco allora la riesumazione (con nuovasede) di Forza Italia, slogan e logo per altro sempre amati erimpianti dal Cavaliere. Le elezioni non sembrano esseredietro l'angolo ma Berlusconi si prepara. Solo che, adifferenza del '94, le condizioni sono differenti. Sevent'anni fa Forza Italia era un elemento catalizzante eaggregatore oggi e' un'operazione divisiva, portarice di diuna scissione vera e propria. Anche perche' l'animo che lacaratterizza sembra essersi spostato piu' a destra delletradizionali e originarie posizioni moderate, con unabellicosita' antigovernativa che non piace all'alaministeriale del Pdl, guidata dal vicepremier Alfano. Nel nome dell'antico amore Berlusconi ha tentato ancheieri - tra una riunione con i lealisti e un incontro con ifilogovernativi - di ricompattare il suo esercito, inviando atutti i parlamentari Pdl un messaggio. Tentativo che non e'andato a buon fine. Gli alfaniani infatti hanno deciso di nonpartecipare al Consiglio nazionale e di non aderire allanuova Forza Italia, dando vita a nuovi gruppi parlamentaricon il nome di 'Nuovo centrodestra'. Berlusconi nel messaggio sottolineava che ''domani (oggi -ndr) e' il giorno in cui sanciremo il ritorno a ForzaItalia'' e ''dovremo lavorare insieme per rilanciare i valoriprofondi in cui crediamo''. Il Consiglio nazionale,continuava l'ex premier, sara' occasione di confronto ediscussione e ''ognuno dopo aver parlato e ascoltato sara'libero di fare le sue scelte''. E ''chi non si riconosce piu'nei valori del nostro movimento e' libero di andarsene''. Ora''piu' che mai - aveva aggiunto - dobbiamo difendere lanostra liberta', dobbiamo batterci con Forza Italia, perche'siamo convinti che la difesa della liberta' e' la missionepiu' alta, piu' nobile che ci sia''. Vent'anni fa queste parole, queste esortazioni segnaronol'inizio di una avventura politica comunque innovativa esignificativa nella storia politica italiana. Oggi questestesse parole - ribadite da Berlusconi nel suo intervento alConsiglio nazionale, anche attraverso la lettura del discorsoda lui pronunciato nel '94 - rischiano di essere l'epitaffiosulla lapide di un qualcosa che e' morto e che non puo' piu'tornare.

fdv/vlm

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