sabato 25 febbraio | 21:20
pubblicato il 25/giu/2012 19:20

Formigoni/ Lega valuta voto nel 2013, decisione dopo congresso

Presidente lombardo ribadisce di non essere indagato e non molla

Formigoni/ Lega valuta voto nel 2013, decisione dopo congresso

Milano, 25 giu. (askanews) - L'alleanza tra Pdl e Lega Nord in Lombardia inizia a fare acqua a causa dell'indagine della Procura di Milano sulla sanità regionale. Mentre Roberto Formigoni continua infatti a escludere di essere indagato e ribadisce di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia, il triumviro del Carroccio, Roberto Maroni, osserva che "tutto quello che è successo rende piuttosto difficile pensare che si possa continuare fino al 2015", cioè la scadenza naturale della legislatura regionale. Non è ancora un avviso di sfratto, ma intanto la discussione su un eventuale abbinamento tra le elezioni politiche del 2013 e il voto anticipato in Lombardia è nell'agenda del Carroccio e sarà discusso nelle prossime settimane, a partire dal congresso federale che si aprirà fra cinque giorni alle porte di Milano. A Maroni "non interessa tanto capire se ci sono fondamenti di carattere penale, perché questo è compito della magistratura, ma se questa vicenda renda possibile la continuazione del governo della Regione Lombardia fino al 2015, perché ci sono ragioni di merito che valuterà il giudice e poi ci sono anche ragioni di opportunità politica che a volte rendono difficile o addirittura impossibile continuare. Questa è la valutazione che faremo" ha detto stamani lo stesso ex ministro. "Abbiamo fatto una valutazione attenta - ha poi riferito, dopo il consiglio federale, il capogruppo della Lega in Lombardia Stefano Galli - e riteniamo che non necessariamente si possa pensare di arrivare alla scadenza naturale. Pensiamo che nelle prossime settimane si possa anche valutare l'ipotesi di un eventuale abbinamento a elezioni anticipate insieme a quelle politiche, ma su questo ci dobbiamo ancora ragionare". Nessun commento da Formigoni che oggi, a parte ribadire di non aver avuto informazioni, neanche informali, sull'indagine a suo carico, ha scelto la linea del silenzio. L'impressione è che non abbia alcuna intenzione di dimettersi e domani sarà a Roma per discutere proprio di sanità con alcuni ministri tra i quali il titolare dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Il Pdl gli ha confermato ieri "pieno sostegno e fiducia" e anche dall'opposizione in Consiglio regionale, per ora, non arriverà una nuova mozione di sfiducia dopo quella bocciata due settimane fa al Pirellone. "Di sicuro domani verrà chiesto di illustrare in Aula ciò che sta succedendo a Formigoni, ma finchè la Lega non darà segnali di volere votare la sfiducia, che per ora non dà, non ripresenteremo la mozione. Noi siamo pronti a votarla anche subito, ma per ora i numeri non ci sono" ha osservato il capogruppo del Pd Luca Gaffuri.

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