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pubblicato il 11/feb/2013 14:27

Foibe: Napolitano, rendere giustizia vittime barbarie raccapricciante

Foibe: Napolitano, rendere giustizia vittime barbarie raccapricciante

(ASCA) - Roma, 11 feb - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a chiedere che sia resa ''giustizia agli italiani che furono vittime innocenti - in forme barbariche raccapriccianti, quelle che si riassumono nell'incancellabile parola ''foibe'' - di un moto di odio, di cieca vendetta, di violenza prevaricatrice, che segno' la conclusione sanguinosa della seconda guerra mondiale lungo il confine orientale della nostra patria. E a cui si congiunse la tragica odissea dell'esodo di centinaia di migliaia di istriani, fiumani e dalmati dalle terre loro e dei loro avi''. Il Capo dello Stato interviene al Quirinale alla Celebrazione del Giorno del Ricordo ribadendo come sia ''stato necessario partire da un impegno di verita', contro ogni reticenza ideologica o rimozione opportunistica, per poter arrivare alla riconciliazione''. Napolitano fa sue le parole del ministro degli Esteri Terzi affermando che ''il dramma delle foibe e degli esuli non e' piu' rimosso, ed e' sempre meno oggetto di faziose strumentalizzazioni. E sulla base di un discorso di verita' sulle sofferenze degli italiani e sulle brutalita' delle piu' spietate fazioni titine - discorso che all'inizio, ricorderete, ci procuro' qualche reazione polemica sull'altra sponda dell'Adriatico, ma poi si e' imposto anche perche' intrecciato con una nostra severa riflessione sulle colpe del fascismo - e' stato quindi, sulla base di un discorso di verita', che si e' potuto raggiungere il traguardo della riconciliazione, cioe' del reciproco riconoscimento con le autorita' e le opinioni pubbliche slovene e croate, e del comune impegno per un mare di pace in un'Europa di pace. Un impegno - chiede Napolitano - che superi ogni residuo o nuovo motivo di frizione e affronti problemi rimasti ancora insoluti''.

Napolitano conclude rendendo ''esplicita una domanda che magari serpeggia: ma non abbiamo ormai detto tutto su vicende di 70 anni fa? Ha senso ritornarci sopra ad ogni ricorrenza del Giorno del Ricordo? Ebbene - non ha dubbi il Capo dello Stato - si, ha senso, dobbiamo rispondere. Ha senso per essere vicini a chi visse quella tragedia e ne puo' dare ancora testimonianza, per essere vicini ai loro figli e ai loro nipoti. Riconciliazione - spiega Napolitano - non significa rinuncia alla memoria e alla solidarieta'. E ha senso perche' quanto piu' i giovani, i ragazzi di oggi, si compenetrano con ogni passaggio importante, con ogni squarcio doloroso della nostra storia di italiani - e penso anche alle prossime celebrazioni della prima guerra mondiale - tanto piu' potra' rinsaldarsi la nostra coesione nazionale e insieme con essa rafforzarsi la nostra voce in Europa''.

fdv

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