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pubblicato il 23/feb/2013 12:49

Fnsi: inaccettabile epurazione giornalista Schiavazzi all'Idi-Elea

(ASCA) - Roma, 23 feb - ''Dopo avere cercato di licenziare quattrocento lavoratori dei suoi ospedali, la Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, da tempo al centro di inchieste canoniche e giudiziarie, ha epurato un noto giornalista, come ultimo atto di ritorsione prima di venire commissariata dalle autorita' ecclesiastiche''.

Lo afferma un comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e l'Associazione Stampa Romana (Asr) che ''non possono tacere davanti al gesto gravissimo dell'ente religioso, proprietario dell'IDI e di Elea, nei confronti del collega Piero Schiavazzi, che in questi mesi ha dato voce alla coscienza etica con rigore da tutti riconosciuto. Un rigore testimoniato nei fatti: rifiutando un compenso elevato, rendendolo pubblico e invitando gli 'stipendi d'oro' del Gruppo fare altrettanto, in nome della solidarieta' tra lavoratori. Come ultimo atto della sua gestione, prima dell'arrivo del Commissario Pontificio, la Congregazione ha spedito la lettera di licenziamento al vaticanista, che attraverso gli eventi da lui diretti ha fatto di Elea un foro di fama internazionale, con la partecipazione ai piu' alti livelli di personalita' della Chiesa e delle Istituzioni''. ''Nonostante i successi professionali, a Schiavazzi -prosegue il comunicato- non vengono perdonati la sua intransigenza verso gli amministratori di Elea, vecchi e nuovi, coinvolti in vicende giudiziarie, il suo diniego alla richiesta di inserirli come relatori in convegni sull'etica finanziaria e ai tentativi di associare eventi culturali e attivita' immobiliari. Ma soprattutto ha pesato la sua opposizione ai progetti di massicci licenziamenti coltivati dalla Congregazione, in contrasto con la Dottrina Sociale della Chiesa. Per questo la Congregazione e i suoi consulenti, pochi giorni prima dell'arrivo del Commissario Pontificio, hanno voluto liberarsi di una presenza autorevole ma scomoda. La Federazione Nazionale della Stampa e l'Associazione Stampa Romana, dopo avere cercato invano il confronto con la proprieta', denunciano il disprezzo dei principi sindacali ed esprimono solidarieta' a tutti i lavoratori del Gruppo. Non permetteremo che la rettitudine di un collega diventi motivo di esclusione, nei confronti suoi e del sindacato dei giornalisti, e ci rivolgiamo fiduciosi quale unico interlocutore al Delegato Pontificio, cui e' stato affidato il governo della Congregazione e delle sue strutture''.

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