venerdì 20 gennaio | 15:06
pubblicato il 22/mar/2011 16:53

Fli/ Pdl 'esonera' Perina da Secolo. I finiani: Atto autoritario

Prova di arroganza e intolleranza. Ci rimetterà giornale, non lei

Fli/ Pdl 'esonera' Perina da Secolo. I finiani: Atto autoritario

Roma, 22 mar. (askanews) - Al direttore del Secolo d'Italia Flavia Perina è stato comunicato oggi, con una lettera a firma del presidente del nuovo cda del quotidiano Giuseppe Valentino, l'intenzione di rimuoverla dalla guida della testata. Dura la rezione di Fli. "Il Popolo della Libertà - ha commentato il Vicepresidente Italo Bocchino- dimostra la sua essenza illiberale e dopo aver cacciato Fini dal partito adesso caccia la bravissima Flavia Perina dalla direzione del 'Secolo d'Italia'. Un gesto autoritarioche conferma la volontà punitiva del Pdl nei confronti di chiunque non esprima gratitudine cieca al Capo". "Ci dispiace - ha detto ancora Bocchino - che siano stati proprio gli ex AN a essere protagonisti di una vicenda che non rende onore alla storia della destra italiana, della quale 'Il Secolo d'Italia' ne fa parte a pieno titolo". "Il Secolo d'Italia, dopo la svolta di Fiuggi - afferma il capogruppo dei deputati Benedetto Della Vedova-, ha contribuito in modo decisivo al rinnovamento della destra italiana che, con Gianfranco Fini, sceglieva convintamente la strada della modernità politica e dell'innovazione culturale, nel solco della destra europea.Con la coraggiosa e appassionata direzione di Flavia Perina, il Secolo d'Italia ha conquistato una rilevanza nella discussione politica italiana che solo dieci anni fa sembrava impensabile per lo storico quotidiano della destra. Flavia Perina non ha tanto o solo "raccontato" l'iniziativa politica di Gianfranco Fini, ma l'ha sovente anticipata e ispirata, come accade alla elaborazione culturale sganciata dall'ossessione della attualità. Quella che oggi licenzia Flavia Perina dalla direzione del quotidiano, invece, mostra il segno di una destra passatista, che rifiuta la competizione delle idee perché conosce solo la forza del potere". "Il danno - ha aggiunto Della Vedova- non sarà tanto per il direttore "cacciato", che potrà fare tesoro dell'esperienza e degli straordinari risultati ottenuti in altri contesti, quanto per il giornale e per il Pdl che ha dimostrato una volta di più il volto dell'arroganza e dell'intolleranza".

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