domenica 19 febbraio | 22:28
pubblicato il 17/feb/2011 18:03

Fli/ Fini: Momento difficile ma problemi da chi pensa solo a sé

Nella società c'è un clima diverso e di indignazione per degrado

Fli/ Fini: Momento difficile ma problemi da chi pensa solo a sé

Roma, 17 feb. (askanews) - "Sarebbe davvero inutile negare l'evidenza: il progetto di Futuro e Libertà vive un momento difficile, sta attraversando la fase più negativa da quando, con la manifestazione di Mirabello, ha mosso i primi passi". E' quanto rileva il Presidente della Camera Gianfranco Fini in un'intervista al Secolo d'Italia. Il leader di Fli però ha un'idea chiara sulle ragioni dei dissensi interni al partito: "La difficoltà di FLI e la ritrovata baldanza dei gerarchi del PdL sono fenomeni tutti interni al ceto politico, sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale". Insomma, chi passa alla maggioranza lo fa per smania di potere. "Le polemiche e le divisioni esplose dopo l'Assemblea Costituente di Milano hanno creato sconcerto in quella parte di pubblica opinione che ci aveva seguito con attenzione e ovviamente fanno gioire i sostenitori del Presidente Berlusconi, che già immaginano di allargare la fragile maggioranza di cui godono alla Camera" ha detto ancora Fini, chiosando: "Ipotesi verosimile, vista l'aria che tira nel Palazzo e le tante armi seduttive di cui gode chi governa e dispone di un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente". "Nella società il clima è diverso - prosegue Fini - c'è preoccupazione per la situazione economico-sociale, indignazione per il degrado in primo luogo morale che caratterizza lo scontro politico, sbigottimento per l'immagine negativa che le note vicende danno dell'Italia nel mondo, angoscia per il futuro dei più giovani. E' un'Italia tutt'altro che apatica e rassegnata (basta pensare all'incredibile partecipazione femminile alle manifestazioni di domenica) e resto profondamente convinto che in questa Italia largamente maggioritaria nel Paese reale quanto minoritaria nell'attuale Parlamento una voce importante possa averla quell'Italia moderata, che ha votato centrodestra, che non si rassegna a veder traditi o dimenticati i propri convincimenti e ideali". "Penso a quel popolo di destra e di centrodestra - aggiunge Fini - che crede nell'unità della Nazione e nella sua identità, nel rispetto delle istituzioni, nel senso dello Stato, nel primato della legge senza impunità per nessuno, nella meritocrazia, nel valore della dignità dell'uomo e quindi nella tutela di ogni minoranza, nella centralità del lavoro nell'economia, nel libero mercato per produrre ricchezza e nella necessità di distribuirla in modo socialmente equo, nelle riforme istituzionali per far nascere davvero la Nuova Repubblica".

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