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pubblicato il 13/feb/2015 16:52

Fitto pungola Fi su riforme. Irritazione di Berlusconi

Leader frondisti esorta: basta ambiguità. Cav ha commesso errori

Fitto pungola Fi su riforme. Irritazione di Berlusconi

Roma, 13 feb. (askanews) - Lo scontro dentro Forza Italia è ormai ben oltre il livello di guardia. Raffaele Fitto non perde occasione per rilanciare le sue posizioni e la sua battaglia interna e, parallelamente, cresce l'irritazione di Silvio Berlusconi per quello che definisce un "continuo controcanto". Ormai il Cavaliere lo considera alla stregua di Gianfranco Fini ma c'è una differenza fondamentale: l'eurodeputato pugliese non intende fare all'ex premier il favore di lasciare Forza Italia. E' quanto ha ribadito ancora oggi nel corso di una conferenza stampa convocata per mettere gli ennesimi puntini sulle i.

Questa volta il tema è quello delle riforme. I fittiani - annuncia in mattinata - voteranno contro il ddl Boschi, "e Forza Italia che fa?", chiede. "Non si capisce - sottolinea - quale sia la posizione ufficiale del partito e noi chiediamo che si esprima con chiarezza su questo punto". Nelle stesse ore il capogruppo azzurro Renato Brunetta chiede un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a nome delle opposizioni. Una linea comune che nel pomeriggio si traduce nella decisione collettiva di non partecipare più alle votazioni e lasciare in Aula la sola maggioranza di governo.

Ma per Raffaele Fitto quella di Forza Italia è comunque una linea "ambigua" giacché non è stato sciolto il nodo fondamentale: come ci si comporterà in occasione del voto finale? Ma dal leader dei frondisti arrivano anche parola nette nei confronti del "Capo". "Berlusconi - argomenta - sta commettendo degli errori che vanno sottolineati. Io credo sia più utile per Berlusconi che io gli stia antipatico piuttosto che una classe dirigente che gli dice sempre di sì".

Quale sia lo stato di fibrillazione in Forza Italia è testimoniato dalla guerra di dichiarazioni che si scatena dopo la conferenza stampa. I frondisti a difendere Fitto, mezzo partito a stigmatizzare le sue parole: Bergamini, Toti, Romani ma anche Maria Rosaria Rossi, una che non fa certo comunicati tutti i giorni. "Non sono tollerabili - sentenzia - protagonismi personali che, spinti all'eccesso, fanno male a Forza Italia e, come abbiamo già avuto modo di vedere, non portano alcuna fortuna".

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