lunedì 16 gennaio | 12:08
pubblicato il 23/ago/2016 15:27

Fisco, Speranza (Pd): priorità assoluta vada agli investimenti

"Eventuale taglio tasse segua principio di progressività"

Fisco, Speranza (Pd): priorità assoluta vada agli investimenti

Roma, 23 ago. (askanews) - Nella legge di Stabilità "io darei assoluta priorità agli investimenti. Basta con i bonus, puntiamo su scuola, università, sanità, infrastrutture. E qualora si decida di tagliare le tasse, lo si faccia seguendo sempre il principio di progressività". Lo afferma Roberto Speranza, leader della minoranza Dem, in una intervista a "Il Manifesto".

"Servono sì - aggiunge - degli investimenti, anche privati, volti a crescita e occupazione, ma la priorità si deve dare al pubblico: scuola, università, sanità, attenzione alla fasce deboli. Credo che la partita del Pd, del governo, dello stesso Renzi, nei mesi a venire si giochi di più su questi temi che non sulle riforme istituzionali".

Per quanto riguarda la polemica sull'eventuale taglio delle tasse, per Speranza "il dibattito sul fisco è serio e complesso, non si può limitare a battute o caricature. Noi stiamo solo facendo notare a Renzi che l'abbassamento delle tasse non è mai neutro politicamente: l'anno scorso ad esempio abbiamo fatto l'errore di togliere la tassa sulla prima casa anche ai miliardari, con il paradosso che chi ha redditi molto alti si è visto riconoscere dallo Stato uno sconto anche di migliaia di euro, mentre chi non ha casa o vive in periferia ha avuto vantaggi zero o minimi. Una sorta di Robin Hood al contrario, insomma, mentre io ricorderei quanto diceva Don Milani: 'Far parti uguali tra diseguali è una grande ingiustizia'. Ma iniquità a parte, lo sconto fiscale rende molto meno degli investimenti in termini di crescita: secondo gli studi più importanti, se tagli le tasse hai un moltiplicatore di 0,8, mentre se investi ne hai uno di 2,5-3. Una bella differenza".

A proposito poi del referendum costituzionale, conclude Speranza, "penso che il premier abbia sbagliato molto a personalizzare il voto al referendum, quindi è bene che adesso ci si concentri sul merito. Dobbiamo, come forze di sinistra, tornare a interpretare i bisogni dei ceti popolari, perché altrimenti, come già accade in Europa, questi cominceranno a considerare i rigurgiti nazionali e le forze populiste come più rispondenti ai propri problemi quotidiani".

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