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pubblicato il 18/nov/2014 16:26

Finocchiaro avvia lavori su Italicum: cambiare premio e soglie

"Dopo Consulta non vale governabilità a tutti i costi"

Finocchiaro avvia lavori su Italicum: cambiare premio e soglie

Roma, 18 nov. (askanews) - Tre punti per cambiare l'Italicum: è il passaggio chiave della relazione che Anna Finocchiaro, relatrice sulla riforma elettorale, ha svolto in apertura dei lavori sull'Italicum in commissione Affari costituzionali del Senato. Finocchiaro prone di "innalzare la soglia oltre la quale si ha diritto al premio di maggioranza, limitare alle sole liste - e non anche alle coalizioni di liste - l'assegnazione del premio" e infine "ridurre sensibilmente le soglie per l'accesso al riparto di seggi".

Le modifiche proposte dall'esponente del Pd, che è anche presidente della commissione, ricalcano le linee già note dell'orientamento del Governo, con una particolare sottolineatura: dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha parzialmente cancellato il Porcellum, "l'esigenza di non guardare esclusivamente alla 'governabilità a tutti i costi' non costituisce più solo una richiesta politica delle minoranze, ma rappresenta un vero e proprio vincolo costituzionale", ha detto Finocchiaro.

Nella sua relazione, Finocchiaro ha più volte richiamato i contenuti della sentenza della Consulta che ha bocciato la vecchia legge, ma in premessa ha affermato che "la fisiologia di un sistema democratico efficiente esige una legge elettorale votata dal Parlamento". Insomma, non si può accettare che la legge sia quella scritta per sottrazione dalla Corte. Altro punto da tenere in considerazione, a giudizio della senatrice democratica, la riforma costituzionale in corso di elaborazione, che porterà, se approvata, ad abolire il bicameralismo. Per questo motivo, ha spiegato, può essere ignorata "la necessità di garantire - a fini di bilanciamento - una composizione plurale della Camera dei deputati, specie in relazione all'elezione di organi di garanzia, e all'esercizio delle funzioni di controllo, oltre che all'esercizio della funzione legislativa".

Infine, le preferenze: secondo la relatrice del provvedimento non è detto che bastino le "liste brevi" a superare la censura della Consulta sulle liste bloccate. Per Finocchiaro "nel momento in cui si afferma l'illegittimità costituzionale di modelli elettorali che non consentono all'elettore di scegliere i propri rappresentanti, in quanto impediscono di esprimere preferenze individuali, potrebbe non rivelarsi sufficiente l'argomento che collega il principio di preferenza alla conoscibilità effettiva dei candidati". La "soluzione di mediazione", quindi, potrebbe essere "la possibilità che una quota di seggi sia assegnata attraverso lo strumento della preferenza".

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