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pubblicato il 21/mar/2011 17:32

Fini 'lancia' concerto Muti a Camera, dedicato a 'amici Giappone'

"La cultura è il nostro patrimonio più prezioso"

Fini 'lancia' concerto Muti a Camera, dedicato a 'amici Giappone'

Roma, 21 mar. (askanews) - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dato il 'la' al concerto del maestro Riccardo Muti alla Camera dei Deputati e lo ha voluto dedicare "al popolo giapponese, amante del nostro bel canto, un popolo oggi così profondamente colpito da immani calamità naturali e dalle loro imprevedibili conseguenze. I giapponesi sono i più autentici appassionati della nostra musica. Ai nostri amici giapponesi, attorno a cui tutte le Nazioni si stanno stringendo in un abbraccio fraterno e solidale, voglio dedicare questo intenso pomeriggio con il Maestro Muti e con il Coro del Teatro dell'Opera. Nella speranza che nelle splendide strofe del 'Va' pensiero', il popolo del Sol Levante sappia ritrovare 'l'aure dolci del suolo natal'". Nel suo intervento, poi, il presidente della Camera ha voluto sottolineare ancora una volta l'importanza della cultura. " da tutti risaputo che la cultura è il nostro patrimonio più prezioso, perché ci definisce nel mondo come Nazione, prima ancora che come Stato. Non a caso - ha detto Fini - la sua rilevanza è sancita tra i primi dodici principi fondamentali della Costituzione. Si legge, all'articolo 9: 'La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione'. In quanto tale - ha fatto notare il presidente della Camera - la cultura deve essere sostenuta e promossa dalle istituzioni attraverso strutture opportunamente potenziate e valorizzate, e spiace dover rilevare che non sempre ciò è avvenuto". Infine, il riferimento al 150esimo anniversario dell'unità d'Italia. "Con questa iniziativa - ha detto Fini - la Camera dei deputati intende proseguire la celebrazione di una ricorrenza che viene vissuta sempre più intensamente da tutti gli italiani come alto momento di unità, di coesione e di fiducia nel futuro. Ricordare la grande stagione dell'unificazione nazionale vuol dire infatti rinverdire l'attualità degli ideali di indipendenza, di libertà e di emancipazione civile che animarono il sogno dei patrioti del Risorgimento; ideali che oggi continuano ad essere il lievito per la crescita sociale e morale dell'Italia". L'orchestra e il coro del teatro dell'Opera di Roma hanno quindi iniziato l'esecuzione prima dell'Inno Nazionale e poi di una serie di brani tratti dal Nabucco di Giuseppe Verdi, che "non a caso - ha ricordato Fini - fu membro del primo Parlamento d'Italia, un riconoscimento naturale per quanti avevano dato lustro all'Italia prima della sua riunificazione. Il suo 'Nabucco' - ha quindi concluso il presidente della Camera - è, insieme all'Inno di Mameli, uno dei simboli più intensi dell'Unità nazionale".

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