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pubblicato il 02/giu/2014 08:59

FI: Toti, primarie? Conta brutale numeri no garanzia migliore dirigenza

FI: Toti, primarie? Conta brutale numeri no garanzia migliore dirigenza

(ASCA) - Roma, 2 giu 2014 - ''La Forza Italia che vedo io e' quella che incontro sul territorio mentre giro il Paese per i ballottaggi, quella di due giovani sindaci che ho appena incontrato in Liguria e che hanno espugnato due Comuni rossi, quella di dirigenti locali capaci, di bravi amministratori, di giovani coordinatori che qualcuno vede come disturbatori dei manovratori... C'e' un lavoro grandissimo da fare sul territorio, dal basso, e noi ci perdiamo nelle liti''. E' quanto afferma il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti - in un'intervista al 'Corriere della Sera' -, convinto pero' che la contestazione sulla gestione del partito non rappresenti un tabu': ''Il tema si e' aperto, ne stiamo gia' discutendo. Ma due sono i cantieri dai quali ripartire, quello tematico e quello del rinnovamento della classe dirigente. Su quest'ultimo punto, che il partito fosse asfittico lo pensavo io per primo quando ho deciso di entrarvi, condividendo l'idea del presidente Berlusconi che si dovessero creare formule, modelli e una classe dirigente nuova''. In merito alla possibilita' che le primarie interne possano favorire un percorso di rinnovamento, Toti afferma: ''No, non cosi', non in questa fase. Farle oggi significherebbe aprire un braccio di ferro tra macchine organizzative di vecchi potentati e dirigenti, amministratori, nuovi volti che pur avendo grandi capacita', in questo quadro verrebbero spiazzati e marginalizzati. La conta brutale dei numeri non garantisce affatto una selezione della migliore classe dirigente''. Toti poi commenta la posizione tenuta in questi giorni da Raffaele Fitto: ''Io non credo ne' voglio credere a congiure o veleni, ne' da una parte ne' dall'altra. Certo ricordo che si oppose alle primarie quando Alfano le chiedeva, fu lui a chiedere che Berlusconi prendesse nelle sue mani tutti i poteri, fu lui a pretendere gli organi statutari... Ha cambiato idea? Va bene. Ora pero' il dibattito sugli organigrammi non puo' oscurare quello che deve occuparci davvero, e sul serio, che e' il rilancio dei nostri contenuti. Da qui si deve ripartire, poi penseremo pure alle poltrone...''.

red/vlm

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