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pubblicato il 08/giu/2011 11:51

Ferrara raccoglie amici 'non servili del Cav' e chiede democrazia

Direttori giornali destra al tavolo con 'premier di cartone'

Ferrara raccoglie amici 'non servili del Cav' e chiede democrazia

Roma, 8 giu. (askanews) - Convitato di pietra, Silvio Berlusconi, al teatro Capranica di Roma, dove Giuliano Ferrara ha riunito i "suoi amici non servili" per quella che deve essere una festa per il Cav ma che in breve è diventata uno j'accuse rivolto "bonariamente" al premier piuttosto che all'uomo Berlusconi. Condite di "quell'ironia che anche la destra giornalistica ha ritrovato", certo, ma Ferrara le sue frasi le ha dette, anche contro Silvio, chiedendogli, alla fine, una cosa sola: "democrazia invece di autocrazia all'interno del Pdl". Per arrivarci il giro è stato lungo. Il direttore del 'Foglio' è partito dalla disamina della "batosta elettorale", analizzando i risultati di Milano e Napoli, per poi passare alla critica della ragion pratica che sta alla base del berlusconesimo, sorta di religione premieratica in salsa "da cummenda milanese con tratti machisti", non "metrosexual" ma che "ama le donne e le ha promosse anche in ruoli chiave", perchè "di loro si fida". Insomma, Silvio, dice il suo amico "non servile" Giuliano Ferrara, "non può continuare a comportarsi come il capo di una minoranza o come l'uomo che vuole espugnare le Procure", non può perchè "è il presidente del Consiglio e deve rivolgere la sua attenzione al Paese e al Parlamento". Però, "non devi abbandonarti a noiosissimi monologhi di cui il Paese si è stufato". Altrimenti, ma Ferrara non è così diretto, si perde, consensi e voti, nel Paese e anche nel proprio movimento. E allora ben vengano le primarie, ma "devono essere semplici". E "rifondare la Dc, finchè lo dice Cirino Pomicino va bene, ma quando lo dice Claudio Scajola, un capo del partito di Berlusconi, è cosa strana". E qui, la platea di berlusconiani del Capranica ha dato il primo segno di sè: qualcuno dall'ultima fila al nome di Scajola ha urlato "espulsione", ma queste cose, lo ha rimbrottato Ferrara, "non si usano più". Per il resto, dalle moltissime teste bianche del Capranica e dalle pochissime espressioni della politica sono arrivati alcuni applausi, ma poca roba e proprio in coincidenza delle frasi più dure nei confronti del premier: libera manifestazione del pensiero, è il sunto, di "amici non servili". Per la cronaca, tavolo degli oratori composto dai direttori dei giornali 'di destra': Sallusti, Feltri, Belpietro, Ferrara, Sechi e sagoma in cartone a grandezza naturale di Berlusconi; parterre de roi con Cicchitto, Santanchè, Brunetta, Verdini, Meloni e altri deputati e senatori. 'Amici non servili' di Silvio Berlusconi, atteso, ma non troppo, verso mezzogiorno. Dopotutto, è stato il commento che circolava in platea, "quando ti fanno la festa sarebbe carino che tu almeno ci andassi".

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