sabato 03 dicembre | 18:58
pubblicato il 08/mag/2013 18:47

Femminicidio: capigruppo Senato scrivono al presidente Grasso

(ASCA) - Roma, 8 mag - ''Sig. Presidente, riteniamo di dover sollecitare l'attenzione di questo Senato su una questione non piu' eludibile e che, ormai, ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza sociale, culturale e politica.

Soltanto in questi primi mesi del 2013 sono state uccise 34 donne. Un numero rilevante che, purtroppo, conferma il drammatico trend di questi ultimi anni, come evidenziano i dati forniti dall'ISTAT. Secondo l'Istituto, il numero delle donne uccise da mariti, fidanzati oppure ex, ovvero da coloro che avrebbero dovuto essere loro piu' vicini, e' aumentato da 85 nel 2005, a 124 nello scorso anno. Peraltro, altri organismi di ricerca evidenziano come una buona percentuale di tali omicidi sia stata anticipata da atti persecutori''.

Questo l'inizio della lettera inviata dai capigruppo del Senato al presidente, Pietro Grasso, per chiedere la ratifica della convenzione di Istambul e l'apertura di una commissione d'inchistea sul femminicidio che ''non puo' piu' essere considerato un fatto privato. E' necessario che le istituzioni intervengano al piu' presto, adottando misure adeguate: politiche attive, ma anche promozione di una nuova cultura dei rapporti tra uomini e donne, che superi la violenza e la misoginia. In tal senso, siamo convinte della necessita' di un maggiore presidio del territorio e dell'aumento dei centri antiviolenza, cosi' come della costituzione di uno strumento specifico, quale la task force prevista dal ministro Josefa Idem''.

Nella missiva si legge ancora: ''Tuttavia, Sig.

Presidente, riteniamo che il Senato della Repubblica possa e debba svolgere un ruolo importante nella costruzione di questa nuova cultura. Le chiediamo, pertanto, il Suo impegno perche' venga al piu' presto, da un lato, ratificata la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta ad Istanbul l'll maggio 2011 - il primo strumento che definendo un quadro ampio di protezione di donne e bambine, riconosce la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e discriminazione - che e' stata approvata soltanto dal Governo nel dicembre scorso. Dall'altro, venga costituita una commissione parlamentare di inchiesta che delinei il fenomeno del femminicidio, fornendo analisi, interpretazioni e adeguate soluzioni'', conclude la missiva.

com-brm/mau/ss

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