venerdì 24 febbraio | 05:33
pubblicato il 28/gen/2014 17:30

Federalismo: Zaia, nostra proposta legge e' quella del gruppo Antonini

(ASCA) - Venezia, 28 gen 2014 - ''Diciamo al Governo che, relativamente all'attuazione dell'articolo 116 della Costituzione in materia di federalismo differenziato, la proposta della nostra Regione su cui confrontarci e' quella del Progetto di Legge Statale n. 16, di iniziativa della Giunta regionale, depositato in prima Commissione di palazzo Ferro Fini l'ottobre scorso, derivante dal lavoro svolto dal gruppo di esperti guidati dal professor Luca Antonini. Ne consegue che la proposta della scorsa legislatura, l'unica sino ad oggi formalmente inviata al Governo, si deve ritenere superata''.

Cosi' il presidente Luca Zaia spiega i contenuti dell'odierna informativa alla Giunta, con la quale, avendo la Legge di Stabilita' 2014 dato nuovo impulso al conseguimento di forme e condizioni particolari di autonomia regionale, viene ufficialmente precisata la posizione della Regione del Veneto sull'attuazione dell'articolo 116 della Costituzione.

L'articolo 116 della Costituzione, al terzo comma, prevede che, mediante uno specifico iter procedurale, le Regioni a Statuto ordinario possano acquisire ''ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia'' rispetto a quelle oggi costituzionalmente spettanti. In particolare, a tali fini, e' necessario che, ''su iniziativa della Regione interessata'' e ''sentiti gli enti locali'', sia conclusa fra lo Stato e la Regione stessa un'intesa, che deve poi essere recepita da una legge dello Stato da approvarsi a maggioranza assoluta dei componenti delle Camere, detta anche legge di differenziazione.

''Al fine di agevolare l'attuazione concreta di questo percorso - precisa Zaia nell'informativa -, la Giunta Regionale ha scelto di concentrare le proprie richieste rispetto alla proposta formulata nel corso della legislatura precedente, individuando i soli settori in cui la Regione ritiene di poter esercitare con maggiore efficienza rispetto allo Stato il potere legislativo.

In particolare, il Veneto rivendica anzitutto il riconoscimento di una piu' ampia potesta' legislativa in due settori di prioritario interesse quali l'istruzione e la tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, in cui vi e' oggi una commistione tra competenze esclusive dello Stato e competenze concorrenti. In detti settori le richieste della Regione mirano ad assicurare l'unitarieta' degli interventi pubblici concentrandoli a livello regionale, eliminando la duplicazione delle competenze e garantendo una piu' efficace gestione delle risorse pubbliche.

''Sono formulate, inoltre - prosegue l'informativa -, richieste di maggiore autonomia con riferimento ad altri settori che rientrano in materie gia' di competenza concorrente: rapporti internazionali e con l'Unione europea; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; protezione civile; governo del territorio. In queste materie, le richieste di maggiore autonomia riguardano solo alcuni ambiti che, se regolati interamente dalla Regione, possono costituire un importante strumento per integrare le proprie strategie di programmazione e favorire il sostegno dello sviluppo socio-economico del territorio''.

Diversamente dalla proposta precedente, inoltre, la rivendicazione di nuove competenze e' accompagnata dalla richiesta di attribuzione alla Regione di aliquote aggiuntive di compartecipazione al gettito dell'IVA e dell'IRPEF riferite al territorio regionale.

Infine, il Gruppo di Esperti ha ritenuto di delineare un percorso attuativo diverso dall'iter seguito durante la scorsa legislatura: anziche' predisporre una piattaforma di proposte da negoziare con lo Stato, dando mandato al Presidente di avviare le trattative per la conclusione dell'intesa, si e' preferito, al fine di dare maggiore concretezza alle proposte della Regione, di posticipare la fase dell'intesa con il Governo alla presentazione di una proposta di legge statale di iniziativa regionale.

Il disegno di legge n. 16 contenente la proposta di legge statale dovra', dunque, essere approvato dal Consiglio Regionale che lo inviera' al Parlamento Nazionale e, contestualmente, dovra' dare mandato al presidente della Regione a negoziare con lo Stato i contenuti delle richieste che successivamente saranno recepite dall'intesa che costituira' la base della ''legge di differenziazione''.

''Questo e' uno dei tre disegni di legge predisposti dalla Giunta grazie all'opera svolta dl gruppo di esperti costituzionalisti guidati da Antonini in collaborazione con le Direzioni regionali - conclude Zaia -. Si tratta di proposte che hanno una grande valenza innovativa e fanno del Veneto la Regione apripista su questo fronte di straordinaria importanza per il futuro del nostro Paese. La riforma che noi proponiamo, voglio sottolinearlo, e' a costo invariato e anzi genera risorse che potranno opportunamente essere utilizzate nel nostro territorio, determinando la fine di un sistema che premia chi spreca e deprime ingiustamente le amministrazioni virtuose''.

fdm/rus

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