martedì 24 gennaio | 10:39
pubblicato il 07/lug/2014 19:50

Fecondazione: D'Avack (CNB), linee guida non bastano. Serve legge

(ASCA) - Roma, 7 lug 2014 - Linee guida ''necessarie ma decisamente insufficienti per regolare una materia spinosa come la fecondazione eterologa''. Lo spiega all'Asca Lorenzo D'Avack, professione ordinario di Filosofia del Diritto a Roma Tre e vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica. Per la fecondazione eterologa, ''che nulla ha a che vedere con l'omologa'', osserva, ''saranno necessari interventi legislativi, non se ne potra' prescindere''. E spiega: ''Faccio il solo esempio dell'anonimato del donatore di gameti. Una questione sulla quale il CNB aveva anche licenziato un parere molto articolato, ma nel quale sostanzialmente non si era riusciti a trovare un accordo: e' giusto che al donatore di gameti non sia garantito l'anonimato? Un giorno puo' bussare qualcuno alla sua porta e dire: sono tuo figlio? Forse i donatori ci penserebbero due volte prima di donare. E chi puo' stabilire se e' vietato o no ottenere i dati anagrafici del donatore, le linee guida?''. Il documento, ''Conoscere le proprie origini biologiche nella procreazione medicalmente assistita eterologa'', considera infatti il problema etico del diritto del nato a conoscere la verita' sulle modalita' in cui e' stato concepito e conseguentemente della propria discendenza biologica. Ritiene ''raccomandabile che i genitori rivelino al figlio le modalita' del suo concepimento attraverso filtri e criteri appropriati (proporzionalita', sostenibilita', rilevanza, attinenza, ecc.) anche con l'ausilio di una consulenza''. E che ''al nato si riconosca sempre il diritto di accedere a quei registri dove sono conservati i dati genetici e la storia clinica dei datori di gameti, dato che trattasi di notizie a volte indispensabili per la sua salute''. Ma non offre una risposta unitaria sulla questione ''se la ricerca di una discendenza possa giustificare nell'ambito della fecondazione artificiale il diritto del nato di conoscere anche i dati anagrafici'' del donatore di gameti. ''Insomma - conclude D'Avack - pur comprendendo le esigenze delle coppie che si sono battute per l'eterologa e che ora spingono per accedervi in pieno diritto, bisognera' arrivare a una normativa, proprio come e' successo negli altri Paesi. Non si puo' pensare che a regolare la fecondazione eterologa siano le Linee Guida o, peggio, il nulla''. mpd/

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