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pubblicato il 10/set/2013 14:03

Fdi: Menia, da Mirabello raccogliamo appello unitario

Fdi: Menia, da Mirabello raccogliamo appello unitario

(ASCA) - Roma, 10 set - ''Un potenziale bacino elettorale di almeno tre milioni di voti che, incoraggiati da una proposta credibile e unitaria, potrebbero tornare a dare linfa alla nuova destra italiana''. Ne e' convinto Roberto Menia, reggente di Fli e promotore della Costituente nazionale, tracciando un bilancio al termine della 32a festa di Mirabello conclusa ieri con un dibattito sul ruolo del ''valore italiano'' alla presenza dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. ''Il nostro obiettivo era ripartire dopo aver toccato il fondo e aver metabolizzato errori e discrepanze - ragiona Menia - . Da Mirabello, da Orvieto e tra qualche giorno da Atreju, mi auguro maturi una nuova e netta consapevolezza: se rinasce Forza Italia per dare slancio alle istanze liberali, non vedo perche' non debba rinascere a destra un rassemblement moderno, unitario e fondato sull'azionismo italiano''. Il riferimento secondo Menia e' all'appello lanciato da mesi sull'unita' della destra italiana che, ''dopo raduni estivi, dibattiti e fiumi di inchiostro, adesso va concretizzato in un'operazione verita', per questo vedo nell'appuntamento entro il prossimo 12 ottobre a Roma proposto da Gianni Alemanno un utile e decisivo punto di partenza''. E aggiunge: ''Indipendentemente da cio' che accadra' nella giunta del Senato, il Paese ha necessita' di ripartire da un decalogo di virtuosismi che consentano all'Italia di affrontare i macigni della crisi. Penso ad una politica industriale degna di questo nome che per rompere le catene, cosi' come ha osservato Enrico Letta dal forum Ambrosetti, deve dotarsi di artigli e tronchesi che abbattano i lacci che impediscono di fare impresa e la burocrazia pachidermica. Penso alla valorizzazione delle eccellenza italiane, come il tessile e il manifatturiero, oggi soffocati dalla concorrenza cinese per via di una clamorosa sottovalutazione da parte di amministratori miopi. Penso al regime di privatizzazioni annunciate dal ministro Saccomanni, che non debba pero' tradursi in svendita dell'argenteria di famiglia, in quanto Finmeccanica, Eni e Poste sono patrimonio dello Stato italiano e, per quanto possibile, vanno sostenute piuttosto che smembrate cosi' come gli altri Paesi membri fanno senza per questo che li si accusi di protezionismo. Per queste ragioni - conclude Menia - entro l'autunno nasca una proposta politica unitaria, seria e credibile, che dia fiato a chi crede nella sovranita' nazionale e in una destra capace non afflitta da populismi''.

com-brm/cam/rl

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