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pubblicato il 10/ott/2013 15:21

Farmaci: negli ipermercati costano il 14% in meno (1UPD)

Farmaci: negli ipermercati costano il 14% in meno (1UPD)

(ASCA) - Roma, 10 ott - ''Memorizzare il prezzo dei farmaci che si acquistano abitualmente. E se sembra troppo alto, non farsi problemi a chiedere uno sconto o a cambiare punto vendita; prima di andare in farmacia controllare sempre cio' che si ha gia' in casa. Evitare l'effetto accumulo nell'armadietto. Non c'e' alcun bisogno di avere un analgesico diverso per il mal di denti, il mal di testa e i dolori mestruali. Ne basta uno, nonostante la pubblicita' faccia credere che ne serve uno diverso per ogni evenienza. Alcuni, pur chiamandosi con nomi diversi, sono praticamente sovrapponibili: hanno effetto analogo se non addirittura gli stessi principi attivi. Per non accumulare doppioni inutili e' fondamentale memorizzare i farmaci con il loro principio attivo, in modo da chiedere al farmacista il piu' economico con lo stesso principio attivo''. Questi i consigli di Altroconsumo che ha condotto una indagine sui farmaci, sottolineando che negli ipermercati costano il 14% in meno.

Il mercato dei farmaci vive una fase di stallo e i canali alternativi alla farmacia, in assenza di una liberalizzazione organica e incisiva, non riescono piu' a garantire i prezzi competitivi di qualche anno fa sui farmaci senza obbligo di ricetta, completamente a carico del cittadino. Questo spiega infatti l'inchiesta condotta da Altroconsumo sui prezzi dei farmaci e i canali di vendita.

Qualche differenza esiste, ma non basta, il settore stagna e non si vedono benefici per i cittadini. Gli ipermercati, pur aumentando i prezzi del 9,1% in due anni, sono ancora il canale piu' conveniente: comprare i farmaci nella grande distribuzione costa circa il 14% in meno rispetto sia alle farmacie sia alle parafarmacie. Queste ultime nell'ultimo biennio hanno aumentato i prezzi del 7,1%, di fatto allineandoli a quelli delle farmacie. L'indagine di Altroconsumo ha scattato una foto precisa; tra aprile e giugno rilevati i prezzi di 69 farmaci da banco, i piu' noti e utilizzati, in dieci citta': Milano, Roma, Torino, Napoli, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Bari e Palermo. Coinvolti 139 punti vendita: 109 farmacie, 15 parafarmacie, 15 ipermercati. Quasi diecimila prezzi raccolti per valutare quanto variano i prezzi di uno stesso farmaco nei diversi punti vendita di ciascun canale (farmacia, parafarmacia o ipermercato), stabilire quale di questi tre canali sia il piu' conveniente e capire come e' evoluto il mercato. La misura voluta dal governo Monti - sconti anche sui medicinali con ricetta, compresi quelli rimborsabili (fascia A) se a pagarli e' direttamente il cittadino - e' stata azzoppata. Infatti solo 5,5% delle 109 farmacie interpellate dichiara di scontare questi medicinali: del resto perche' farlo, se i farmaci con ricetta possono essere venduti solo in farmacia e non in un altro canale concorrente? Questi farmaci dovrebbero poter essere venduti anche nelle parafarmacie e nei corner salute degli ipermercati, dove a dispensarli c'e' sempre e comunque un farmacista, figura presente e garante nei canali di distribuzione alternativi.

Se non si spezza il vincolo alla distribuzione la liberalizzazione non parte: a rimetterci saranno i cittadini, le finanze e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, il sistema-Paese.

Altroconsumo ha ribadito questa richiesta segnalando i risultati dell'inchiesta ai ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute chiedendo interventi risolutori in materia di distribuzione dei farmaci ai cittadini e rilancio della concorrenza nel settore.

In attesa di misure svecchianti il settore, i consumatori devono continuare a esercitare un ruolo attivo per risparmiare nel districarsi tra i farmaci, per esempio optando sempre per il generico-equivalente. com-ram

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