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pubblicato il 01/feb/2016 19:54

Family day alle spalle,al Senato primo voto sulle unioni civili

Difficile la mediazione su adozioni ma c'è una settimana di tempo

Family day alle spalle,al Senato primo voto sulle unioni civili

Roma, 1 feb. (askanews) - Domani al Senato ci sarà il primo voto del Parlamento sulla prima legge in Italia sulle unioni civili. Si tratta delle pregiudiziali di costituzionalità (otto in tutto) presentate da Lega, Fi, dal gruppo di Quagliariello Idea (Ex Ap), dai Conservatori e riformisti di Fitto e da Ncd. Ma su queste non ci saranno voti segreti e con l'appoggio di Sel e Movimento 5 stelle i numeri dovrebbero essere solidi. Quindi inizierà la discussione generale per tutto il resto della settimana e le prime vere votazioni, quelle sugli emendamenti, si terranno da martedì prossimo. Anche per questo il Pd ha rinviato l'assemblea dei senatori che comunicherà ai membri del gruppo parlamentare su quali emendamenti verrà lasciata libertà di coscienza.

Intanto chi ha avuto modo di sondare gli umori dei senatori spiega che c'è un clima disteso all'indomani del family day perchè comunque la manifestazione non ha sortito alcun effetto politico: la scelta di non entrare nel meccanismo parlamentare chiedendo lo stralcio o le modifiche della stepchild adoption ma di soffermarsi sul no alla legge e il silenzio del Vaticano tranquillizza l'ala più laica del Pd, come Cirinnà e Lumia, che ancora sperano, nella settimana di tempo che manca fino al voto sugli emendamenti, di riuscire a trovare una mediazione. Mediazione che in realtà ambienti parlamentari sia di Camera che di Senato giudicano quanto mai ardua dal momento che nella pattuglia dei 30 cattolici dem non c'è stato alcun passo indietro. Gli emendamenti presentati sono ancora tutti lì. Come pure quelli della Lega che aveva annunciato il ritiro di gran parte dei 5mila presentati. E di conseguenza anche quello 'canguro' presentato da Andrea Marcucci. Il che non vuol dire che nei prossimi giorni non si torni a trattare sul ritiro degli emendamenti ostruzionistici.

La speranza, per quanto riguarda le divisioni nel Pd, è ancora che il fronte dei cattolici possa assottigliarsi e che il sostegno di parte delle opposizioni riesca a mettere al sicuro la legge. Ma ad oggi nessuno nel Pd, pur ribadendo la linea scelta fin qui di portare avanti anche le adozioni, è in grado di dirsi sicuro che l'obiettivo riuscirà. Con il voto segreto infatti non solo i più ostili a questa misura ma anche una parte delle opposizioni che pure sono favorevoli potrebbero, per opportunità politica, far mancare i voti necessari all'articolo 5 sul quale sicuramente ci sarà lo scrutinio segreto. Come spiega un parlamentare del Movimento 5 Stelle: nonostante alcuni retroscena di stampa, "accordi col Pd non ce n'è, c'è la nostra disponibilità a votare il testo così com'è". Il Pd dal canto suo ribadisce l'impegno a non chiedere voti segreto ma la decisione di Grasso comunque verrà comunicata solo a ridosso delle votazioni, nel momento in cui verranno chiesti i voti segreti. Il tutto insomma si scalderà dalla prossima settimana e questo significa che il voto finale al Ddl Cirinnà non arriverà prima dell'11 o 12 febbraio.

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