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pubblicato il 10/giu/2013 13:48

Falso in bilancio: Brunetta a D'Alia, no a ritorno vecchia legge

Falso in bilancio: Brunetta a D'Alia, no a ritorno vecchia legge

(ASCA) - Roma, 10 giu - Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, replica al ministro D'Alia favorevole al ripristinare le sanzioni penali per il reato di falso in bilancio. ''In un'intervista a ''La Stampa' il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Gianpiero D'Alia, torna a porre il tema della legge sul falso in bilancio lasciando intendere -dice Brunetta- che sia necessario ritornare alle vecchie leggi fasciste. Il ministro, a questo proposito, parla di ''colpi di spugna sulla disciplina dei reati societari'. Poi aggiunge che a breve fara' partire una ''task force' per garantire celerita' alla legge''. ''Quella di D'Alia -sostiene Brunetta- e' una posizione poco comprensibile. Sarebbe bene che il ministro chiarisca il suo pensiero. Dell'attuazione di quale legge parla? Se il ministro intende accelerare sulla legge per la trasparenza e il merito scritta dal governo Berlusconi o rendere via via efficaci le disposizioni per il contrasto alla corruzione, il gruppo dei deputati del Pdl e' al suo fianco. Se, viceversa, intende tornare alle leggi del 1942, e' bene che sappia che non siamo disponibili a un ritorno al passato. Le modifiche apportate dal governo Berlusconi alla legge sul falso in bilancio hanno introdotto nuove figure di reato per una maggior protezione del mercato, adeguato le pene ai cambiamenti intervenuti nella gestione societaria dal 1942 a oggi, inasprito le pene per i reati piu' gravi commessi dalle societa' quotate''. ''La legge sulla trasparenza e sul contrasto alla corruzione voluta dal governo Monti, poi, copia, per la gran parte, quanto gia' era scritto sul disegno di legge dell'allora ministro della Giustizia e attuale vicepremier, Angelino Alfano, e dell'allora ministro per la Pubblica amministrazione e attuale capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. Il ministro D'Alia -conclude Brunetta- dia impulso e vigore a quelle norme, correggendole se e dove necessario, e predisponga nel piu' breve tempo il piano nazionale anticorruzione previsto dalla legge. Senza perdere tempo in dichiarazioni, annunci, tavoli di lavoro e commissioni. Per esperienza so che questo e' il trucco dei burocrati di Palazzo per distrarre il proprio ministro dalla parte essenziale del suo lavoro''. com-min

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