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pubblicato il 26/giu/2013 19:28

F35: Cuperlo, giusto che sia Parlamento a scegliere

F35: Cuperlo, giusto che sia Parlamento a scegliere

(ASCA) - Roma, ''Da qui in avanti sara' il Parlamento a stabilire se e in quale misura proseguire nell'acquisto degli F35 o di qualunque altro sistema d'arma. Lo prevede la legge e lo ha ratificato la Camera col voto di oggi. Esistono, quindi, le condizioni per valutare seriamente una riduzione dei costi e dell'impegno italiano in un progetto velleitario all'origine e non privo di criticita' e controindicazioni''.

Lo dice il deputato del Pd Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del partito, commentando il voto di oggi della Camera. ''Non si tratta solo di dar corso a cio' che abbiamo detto in campagna elettorale - continua Cuperlo - ma di prendere atto della condizione di sofferenza che la crisi scarica sulle fasce sociali pi u' deboli. Naturalmente, una seria strategia di difesa e' un dovere per l'Italia, come lo e' il sostegno alle forze armate impegnate ancora in delicate missioni internazionali. Ma sempre di piu' questa dimensione dovra' essere il risultato di una politica estera e di difesa elaborata e condivisa in ambito europeo. In questa logica e' necessario insistere affinche' l'Italia sia la protagonista riconosciuta di una nuova stagione della politica europea nel Mediterraneo. E questo vuol dire, in primo luogo, usare le ''armi'' della diplomazia e della cooperazione per favorire in quest'area l'affermarsi di societa' sempre piu' democratiche. La strada da seguire e' piu' sviluppo economico. E' la difesa dei diritti umani. E' la tutela dei movimenti a cominciare dalle donne che in quelle societa' sono il soggetto piu' in trasformazione anche dal punto di vista demografico. E' l'aiuto alle nostre imprese. Tutto cio' esige un mix di responsabilita' con un approccio hard e soft che si completino a vicenda''. ''Insomma - conclude Cuperlo - la sfida e' tenere unite due dimensioni destinate sempre di piu' a integrarsi: una politica per la pace e una strategia di difesa al servizio della pace. La costruzione dell'equilibrio - di un delicato equilibrio - tra la minaccia e l'uso della forza e la conquista di una pace stabile, questo compito - se crediamo che i governi e i Parlamenti abbiano un senso - non spetta ne' ai generali ne' a qualche manager dell'industria. Quel compito spetta alla politica e oggi il nostro Parlamento ne ha dato testimonianza''.

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