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pubblicato il 20/mar/2014 16:20

Europee: via libera Senato ddl parita' genere, ora a Camera

Europee: via libera Senato ddl parita' genere, ora a Camera

(ASCA) - Roma, 20 mar 2014 - L'assemblea del Senato ha approvato il ddl per l'introduzione della parita' di genere per le elezioni europee con 157 voti a favore, 34 contrari e 23 astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. Hanno votato a favore del provvedimento Pd, Ncd, Fi, Gal, ma anche Sc (''per disciplina di maggioranza'' ha sottolineato Alessandro Maran) e Lega Nord (''nonostante quanto accaduto in quest'Aula'' secondo Roberto Calderoli). Sel non ha partecipato al voto, contrario M5S. PI si e' astenuto. Roberto Calderoli in sede di dichiarazione di voto ha espresso la volonta' e la necessita' di ''porre le scuse al relatore e al presidente della commissione (le senatrici Pd Doris Lo Moro e Anna Finocchiaro, rispettivamente, ndr) e a quanti hanno lavorato per questa proposta conclusasi in maniera indegna. Chi ha affossato questa norma non ha nomi e cognomi, ma una precisa identita' politica si'. Si tratta di Pd, Fi e Ncd'' ha concluso. Il ddl si compone di un unico articolo il cui punto nodale e' rappresentato dalle norme relative alla parita' di genere. Su questo argomento e' stato approvato un emendamento della relatrice, Doris Lo Moro, frutto di una lunga e sofferta mediazione e che e' stata approvato in mattinata grazie al sostegno di Pd, Ncd, Fi. L'emendamento, interamente sostitutivo dell'articolo 1, fa slittare alle elezioni del Parlamento europeo nel 2019 l'introduzione della tripla preferenza di genere: nel caso di tre preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della terza. Prevede inoltre che all'atto della presentazione delle liste nessuno dei due sessi sia rappresentato in misura superiore al 50 per cento. Una norma transitoria per le elezioni europee del prossimo 25 maggio prevede soltanto la possibilita' di esprimere due preferenze per persone dello stesso genere, pena l'annullamento della terza se non si rispetta l'alternanza. Contro l'emendamento in questione hanno votato contro Scelta civica (per la senatrice Linda Lanzillotta le battaglie di genere devono riguardare le donne nella societa' e non nella politica), Sel e M5S per i quali il riequilibrio di genere e' stato sacrificato sull'altare dell'alleanza tra Renzi e Berlusconi. Sono stati respinti gli emendamenti volti ad abbassare dal 4 al 3 per cento la soglia di sbarramento. njb

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