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pubblicato il 20/mag/2014 15:35

Europee: Tonini (Pd), Italia promuova patto per 'New Deal' europeo

Europee: Tonini (Pd), Italia promuova patto per 'New Deal' europeo

+++''Germania e Italia guidino nordici e mediterranei ad un programma di investimenti per centinaia di miliardi''+++. di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 20 mag 2014 - All'Unione Europea, per uscire dalla crisi e per avviare un nuovo ciclo positivo di sviluppo e quindi di benessere sociale, occorre un ''New Deal'' che veda lo sforzo convergente e solidale dei partner europei su un programma di investimenti per centinaia di miliardi di euro. E' quanto afferma il senatore Giorgio Tonini, vicepresidente del gruppo del Pd al Senato. La chiave di volta per arrivare al New Deal europeo, per Tonini, e' la trasformazione delle diffidenze reciproche tra Europa del Nord ed Europa del Sud. Quello da mettere in campo, spiga Tonini all'Asca, e' un ''patto della speranza'', che rimuova le ragioni della rabbia che con motivazioni diverse vedono contrapposti ''partiti e partitini antieuropei'' con un comune sbocco populista. Di fronte alle accuse del nord che i paesi del sud, i paesi mediterranei sarebbero irresponsabili e alla ricerca solo di scaricare i loro problemi economici sui paesi virtuosi del nord e di fronte alle repliche che il nordeuropa con il suo egoismo e il rigore cieco sta strozzando i paesi del sudeuropa, Tonini propone una vera svolta politica che dovrebbe avviarsi su iniziativa dell'Italia nel semestre di sua guida europea. Quello che occorre realizzare, spiega, e' ''un patto tra paesi e tra partiti: un patto tra paesi nordici (Germania in testa) e mediterranei (con in testa l'Italia), in seno al Consiglio europeo; e un patto tra i principali partiti europeisti al Parlamento europeo, quelli di centrosinistra che si riconoscono nel Pse e quelli di centrodestra del Ppe.

Il contenuto del patto deve essere un New Deal europeo, che affianchi all'obbligo del pareggio di bilancio e di rientro dal debito per gli Stati nazionali (il famoso Fiscal compact, che impedisce ai governi di comportarsi da cicale), un nuovo patto per la crescita (Growth compact), basato su forti misure espansive, di stampo keynesiano, finanziato attraverso l'emissione, a livello di Eurozona, di titoli pubblici comuni (Project Bonds), finalizzati non alla messa in comune del debito pregresso, ma alla mobilitazione di ingenti capitali (centinaia di miliardi di euro) per finanziare un ambizioso programma di investimenti in infrastrutture, assetto del territorio, ricerca, formazione superiore. Si tratta, in altri termini, di utilizzare l'euro, la moneta comune di 18 paesi europei su 28, non piu' solo come strumento di disciplina e rigore, ma anche e soprattutto come leva per la crescita sostenibile, la competitivita' e la buona occupazione. Piu' o meno quello che fanno gli americani col loro dollaro''. Secondo il senatore Tonini, ''il nuovo 'patto della speranza', tra nordeuropei a guida tedesca ed euromediterranei a guida italiana, tra l'Europa del burro e quella dell'olio d'oliva, si fara' comunque, in seno al Consiglio europeo, nel corso del semestre di presidenza italiana. Perche' non ha alternative. Ma la qualita' innovativa del patto dipendera' dai rapporti di forza che gli elettori stabiliranno in seno al nuovo parlamento europeo (al netto delle forze della rabbia disperata e inutile), tra centrosinistra e centrodestra, tra Pse e Ppe''. ''Se dovessero prevalere i popolari e il centrodestra, sara' attorno a loro e al loro candidato alla presidenza della commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, che si costruira' l'accordo. Se invece, come mi auguro, dovessero prevalere le forze di centrosinistra, sara' alle loro condizioni e attorno al candidato progressista, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, che si formeranno assetti e indirizzi del nuovo corso europeo. Insomma -conclude Tonini-, piu' forte sara' il Ppe, piu' forte sara' Frau Merkel in Germania e in Europa, piu' forti saranno gli elementi di continuita' rispetto alla linea seguita negli ultimi anni. Al contrario, piu' forte sara' il Pse, piu' forti saranno Renzi e il Pd, piu' netti e chiari saranno gli elementi di discontinuita' e di innovazione. E piu' forti saranno, per l'Europa e per l'Italia, le ragioni della speranza''. min/vlm

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