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pubblicato il 14/nov/2014 19:54

"Europa" non chiude, dal 1 gennaio con Unità in Fondazione Eyu

Il tesoriere Pd: siamo soddisfatti. Menichini: non saremo voce Pd

"Europa" non chiude, dal 1 gennaio con Unità in Fondazione Eyu

Roma, 14 nov. (askanews) - Il Partito Democratico ha presentato una proposta di acquisto per rilevare la testata del quotidiano Europa dal 1 gennaio 2015 e "far sì che possa continuare la sua attività editoriale all'interno della Fondazione EYU". Lo ha annunciato il tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi. "Siamo quindi soddisfatti: è una bella notizia perché il Pd - ha sottolineato- si è impegnato a fondo negli ultimi mesi in questa operazione, così come è stato fatto per L'Unità, nella convinzione che ciò che fa parte della storia del nostro partito non debba essere disperso".

"È arrivata all'ultimo momento utile - ha informato sul web il direttore di "Europa" Stefano Menichini- ma è arrivata, la notizia che nella redazione di Europa aspettavamo da molte settimane insieme ai nostri lettori più affezionati: il giornale online non si spegne, non si stacca, non si oscura, non smette di essere aggiornato con le news, le analisi, i commenti, le gallerie multimediali, le dirette in streaming, i blog. Grazie, bisogna dirlo, alla determinazione e all'impegno del gruppo dirigente democratico, che ha dato un seguito concreto ai riconoscimenti di stima recenti e passati".

Detto questo, "la notizia di oggi è dunque buona, ma parziale. Europaquotidiano.it non si spegne come temevamo, ma le condizioni della sua esistenza futura sono tutte da conquistare. Possiamo essere ottimisti ma non fideisti: dobbiamo lavorare duro su una possibilità che ci viene offerta. È un'altra promessa da fare chi ci segue - decine di migliaia di persone, soprattutto da quando abbiamo spostato energie e idee sul digitale: con una mano vi daremo il giornale che avete conosciuto, con l'altra ci batteremo per darvi, presto, qualcosa di più e di meglio. Certo, nessuno può dire oggi come questa seconda vita sarà: il mese e mezzo di proroga che ci siamo dati servirà infatti a definire un nuovo progetto editoriale e soprattutto a trovare chi lo voglia sostenere, perché com'è noto il Pd in quanto tale non può né vuole farlo. Sono finiti i tempi dei giornali tenuti in piedi artificialmente da partiti le cui casse erano imbottite dal finanziamento pubblico. La crisi generale e del settore dell'editoria, i sacrifici da condividere col paese, la diffidenza dell'opinione pubblica, le campagne politiche anti-partitiche, infine la ben nota linea renziana sull'argomento: tutto contribuisce ad asciugare i flussi del sostegno pubblico ai giornali".

"Anche se non esisterà mai un "organo ufficiale" del Pd (guai, noi comunque non saremmo capaci di farlo) - ha concluso Menichini ci sarà dunque una seconda vita per questa testata, per questa redazione.Intanto, davvero, grazie: l'incoraggiamento ricevuto è stato fondamentale per moltiplicare gli sforzi e trovare le soluzioni. Dovremo meritarcelo ancora".

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