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pubblicato il 12/dic/2013 14:47

Enti locali: finanza territoriale, tasse non compensano tagli

(ASCA) - Firenze, 12 dic - Nel 2011 e 2012 per l'insieme delle amministrazioni territoriali la crescita del prelievo locale non ha compensato le riduzioni continue delle risorse trasferite dal centro, e le spese si contraggono: oltre a quelle di investimento, che sono in contrazione da alcuni anni, calano anche le spese ordinarie correnti. E' quanto emerge dal Rapporto 2013 'La finanza territoriale in Italia', curato dalla 'rete' degli Istituti di ricerca regionali composta da Ires, Irpet, Srm, Eupolis, Ipres e Liguria Ricerche.

La riduzione riguarda la spesa sanitaria, degli enti locali, delle Regioni. Si abbassa la consistenza del personale nei diversi comparti, cosi' come la spesa per le retribuzioni; in lieve aumento risulta solo la spesa per consumi intermedi.

Le amministrazioni comunali sono pesantemente coinvolte nel processo di risanamento dei conti pubblici, sia dal lato della spesa che da quello delle entrate. I trasferimenti (da Stato e da Regione), subiscono continuamente pesanti drenaggi (-10,5 miliardi riscossi dagli enti per trasferimenti negli ultimi 3 anni), mentre - proprio per sopperire ai suddetti tagli dei trasferimenti - gli enti vengono indotti ad utilizzare sempre di piu' i margini di manovra loro 'concessi' su alcune importanti imposte. Il processo di federalismo e', quindi, per lo studio, compromesso dalle difficolta' del quadro macroeconomico e le entrate degli enti vengono destinate a finanziare il risanamento, piuttosto che l'offerta di servizi sul territorio.

I comuni si confrontano con i cittadini aumentando le imposte locali (+10% e' la variazione 2011-2012 delle riscossioni tributarie dei comuni, che sono pari nel 2012 a 530 euro procapite) ma senza poter offrire piu' servizi (i pagamenti della spesa di parte corrente nel 2012 si sono ridotti per la prima volta del -1% raggiungendo gli 864 euro procapite) e riducendo ulteriormente rispetto al trend negativo degli ultimi anni gli investimenti (-8%). Un trend del genere nel settore degli investimenti locali si era verificato soltanto nel Regno Unito alla meta' degli anni 80 in piena era thatcheriana) e le mancate manutenzioni che ne sono conseguite hanno avuto un impatto ben piu' duraturo.

I differenziali sono molto ampi tra nord e sud del paese. Le riscossioni da entrate tributarie al nord sono pari a 547 euro procapite, contro i 432 euro a sud e i 666 euro del Centro.

Questo e' effetto della diversa base imponibile, ma anche di politiche di prelievo nelle regioni meridionali piu' miti. Il gettito da addizionale Irpef e' stato pari a 61 euro medi procapite.

I dati di consuntivo 2012 hanno confermato l'ulteriore calo nel Paese della spesa per investimenti in quota di PIL, che - dal 2,1% del 2010 e dal 2,0% del 2011 - e' diminuita all'1,9%, tornando ai livelli del 2003, con una stima - presentata nel Def 2013 - che vorrebbe la stessa percentuale scendere addirittura all'1,6% nel 2017.

afe/rus

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