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pubblicato il 17/ott/2013 19:06

Energia: via libera Senato ratifica accordo gasdotto Tap. Ora ...(1upd)

(ASCA) - Roma, 17 ott - Con 178 voti a favore, 48 contrari e 4 astenuti l'assemblea del Senato ha approvato il ddl di ratifica dell'accordo tra Albania, Grecia e Italia sul gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline). Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

Il prima via libera del Parlamento italiano segue l'ok gia' accordato all'intesa il 9 aprile e il 25 marzo scorsi rispettivamente da Grecia e Albania ed ha visto il voto favorevole di Pdl, Pd, Scelta civica, Lega Nord (sia pure ''con rammarico'' come ha spiegato in sede di dichiarazione di voto il senatore Jonny Crosio) e il voto fortemente contrario di M5S e Sel. ''Oggi facciamo un passo formale che potrebbe modificare le prospettive di sviluppo economico del nostro Paese nella diversificazione delle fonti energetiche e nello sviluppo infrastrutturale energetico'', ha esordito il relatore del ddl, Paolo Romani (Pdl). ''E' un'opportunita' - ha aggiunto - che puo' diversificare le fonti di approvvigionamento e costituire nel nostro Paese un hub europeo del gas. E' un'occasione a mio avviso importante per lo sviluppo industriale italiano ed una grande opportunita' in termini di occupazione e di investimenti per il territorio direttamente interessato dal tracciato''. Sulla diversificazione e' intervenuto anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, De Vincenti: ''E' essenziale che il nostro Paese oltre a curare la diversificazione delle fonti di approvigionamento curi la sua piena integrazione all'interno del mercato unico europeo.

L'Italia pienamente integrata nel mercato unico godra' di prezzi livellati a livello europeo, che significa per il nostro Paese una riduzione del prezzo del gas. Inoltre l'Italia diventa Paese di transito e di esportazione di energia e non solo piu' di importazione. E' un passo in avanti molto importante sul fronte della concorrenza e della contendibilita' del mercato''.

Sono proprio queste argomentazioni che anche l'opposizione ha proposto al dibattito, sia pure per contestarle puntualmente.

Dopo aver bocciato una pregiudiziale di costituzionalita' depositata dal senatore Martelli (M5S) - che contestava il fatto che con l'accordo ''l'Italia quale Stato contraente e' tenuta ad adottare ogni provvedimento atto a facilitare la realizzazione del progetto nel prorio territorio'', oltre agli aspetti di impatto ambientali - e una questione sospensiva a firma Sel, il dibattito e' entrato nel merito.

Per la capogruppo del gruppo Misto-Sel, Loredana De Petris, il progetto Tap ''non e' esattamente un'opera strategica per gli interessi nazionali'', manca di una ''relazione di impatto economico, che impedisce di cogliere chiaramente quali vantaggi economici deriverebbero dalla ratifica per il nostro Paese''.

De Petris punta il dito anche contro il pesante impatto ambientale dell'opera in un'area come quella del Salento, ''che ha visto soprattutto negli ultimi tempi una forte crescita del turismo. E' evidente che l'approdo del gasdotto mettera' assolutamente e totalmente in discussione questa parte di sviluppo economico che ad oggi e' stato uno dei pochi che ha avuto il territorio''. Ma sotto l'aspetto ambientale, prosegue De Petris, il problema vero e' che ''con la ratifica ci impegnamo ad autorizzare, comunque sia, la realizzazione del gasdotto'', restando esclusa ''l'opzione zero'' per la ''consultazione pubblica con le popolazioni locali, con i cittadini e le associazioni'' promessa dal governo. Impossibile inoltre chiedere ''eventuali compensazioni per i territori coinvolti e per il Paese, in quanto si incorrerebbe in una procedura di infrazione europea''. ''Stiamo imponenedo alla Puglia una vera e propria servitu', con il combinato disposto che tutte le opere infrastrutturali di interesse strategico nazionale sono militarizzabili'', ha concluso De Petris.

La posizione Sel e' ampiamente condivisa nei titoli anche da M5S, che dice di ''non riuscire a capire come mai tutto questo accordo risulti vantaggioso per alcuni e non per altri''. ''Adesso noi dovremmo dire alle nostre piccole imprese strozzate dal credit crunch che da noi arriva il Tap - osserva Barbara Lezzi - a cui garantiamo 25 anni di monopolio. Diciamo agli italiani e alle imprese che pagheranno meno la bolletta. Ma come, in regime di monopolio? E' un imbroglio. Vorrei capire dove stiamo andando: si fa la rinnovabile ma si fa il gas. Arrivera' lo shale gas, che voi state dicendo di sperimentare nell'Ilva, ma facciamo il gasdotto che arriva dall'Azerbaijan. Tap porta si' lavoro, ma porta anche le sue maestranze, che non comprenderanno certo i lavoratori che abitano le nostre terre. Non avete un progetto, non c'e' lungimiranza''.

Tutta particolare la posizione del gruppo della Lega Nord che ha ribadito i tre punti critici rilevati sul progetto. Il primo, ha spiegato il senatore Crosio, ''riguardava la composizione societaria, il secondo una puntualizzazione dell'art.9 sulle tasse, il terzo, di maggior rilievo, era relativo alla presenza o partecipazione del nostro Paese a questo progetto''. Cosi' grazie ai chiarimenti del rappresentante del governo, ha continuato Crosio, si e' confermato che ''il consorzio e' il consorzio di trivellazione e si e' spostato all'interno della partecipazione azionaria della Tap Ag con sede in Svizzera''.

Proprio questo fatto determina preoccupazione per gli aspetti di rapporti fiscali, essendo la Confederazione elvetica nella famosa black list, ha rimarcato Crosio. ''Speriamo - ha aggiunto Crosio - nei contatti a breve del premier Letta con la Svizzera per l'avvio di accordi bilaterali anche al fine di poter dare seguito anche a questo accordo''.

Infine sui risvolti economici per l'Italia, Crosio ha sottolineato che ''non esiste la partecipazione di alcuna azienda italiana, neppure privata, nella societa' con sede in Svizzera. Ci sono i norvegesi, gli inglesi, i francesi, i belgi, i tedeschi, anche gli svizzeri, ma noi no. E spiace sentire dire che ci siamo riservati, tramite Enel, delle quote di gas, che non c'entrano nulla con la partecipazione attiva al progetto. Veniamo insomma ancora una volta colonizzati. Voteremo a favore, ma il rammarico e' che il nostro Paese, per colpa di questo governo, e' ancora assente''. Rapidi gli interventi in Aula degli altri gruppi: Pdl, Pd e Sc hanno chiesto di allegare agli atti la propria dichiarazione di voto favorevole.

njb/sat

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