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pubblicato il 13/set/2016 16:34

Endorsement ambasciatore Usa pro referendum. Ira fronte del No

Da Fi a Lega, da Si a M5s e Fdi: inaccettabile ingerenza

Endorsement ambasciatore Usa pro referendum. Ira fronte del No

Roma, 13 set. (askanews) - Un endorsement che diventa un caso politico. A pronunciare le parole che fanno infuriare tutte le opposizioni e danno benzina allo scontro sulle riforme è l'ambasciatore americano in Italia, John Phillips. Se al referendum vincesse il no - dice - il Paese farebbe "un grosso passo indietro". E ancora: "Quello che serve all'Italia è la stabilità e le riforme assicurano stabilità, per questo il referendum apre una speranza". Nel corso di un incontro sulle relazioni transatlantiche organizzato a Roma all'istituto di studi americani, Phillips afferma anche che "Renzi ha svolto un compito importante ed è considerato con grandissima stima da Obama, che apprezza la sua leadership".

Parole che suscitano una secca reazione del fronte del No, che si appella a Sergio Mattarella chiedendogli di considerare addirittura, come fa il senatore leghista Roberto Calderoli, se non sia il caso di ritirare il gradimento all'ambasciatore. Attacca anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini. "Si faccia gli affari suoi - dice - e non interferisca, come troppe volte è già accaduto in passato, nelle vicende interne italiane".

Ad appellarsi al presidente della Repubblica è anche Forza Italia che accusa Phillips di "ingerenza inaccettabile". Il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta, si augura che tali parole siano "precisate e auspicabilmente rettificate". "Chiediamo, ad ogni modo, una parola in merito - aggiunge - da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che fino a prova contraria è il premier di tutti gli italiani e che quindi ha il dovere di garantire, a livello internazionale, l'onorabilità e la libertà del Paese e dei loro cittadini". Sulla stessa linea la leader di Fdi, Giorgia Meloni. "Renzi - sostiene - dimostri di non essere un inutile fantoccio e pretenda le scuse immediate e formali da parte degli Usa. Renzi viene pagato dagli italiani per difendere la sovranità nazionale, non per fare il lacchè di lobby e grande aziende".

Ironica Sinistra italiana con Nicola Fratoianni. "Dopo Marchionne residente in Svizzera - scrive su Twitter - oggi arriva anche il sì dell'ambasciatore statunitense nel nostro Paese. Tutto naturalmente per l'interesse degli italiani". Meno solerte, ma arriva anche la replica a Phillips del Movimento5stelle. "Quello dell'ambasciatore statunitense a Roma - affermano i pentastellati - ci sembra un intervento irrituale e appare come una grave ingerenza negli affari interni di un altro Paese".

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