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pubblicato il 04/gen/2013 17:23

Elezioni: Vaticano, politica tuteli Stato sociale e diritto al lavoro

Elezioni: Vaticano, politica tuteli Stato sociale e diritto al lavoro

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 4 gen - La politica ''non deve puntare all'abbattimento dello Stato sociale'' e ''trascurare il diritto al lavoro''. Cosi' mons. Mario Toso, segretario del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace, in un'intervista a Radio Vaticana.

''L'attenzione alla totalita' dei diritti-doveri - ha spiegato mons. Toso - induce la politica a non trascurare, ad esempio, il diritto al lavoro: il lavoro e' un bene fondamentale e non un optional come farebbe intendere la nuova dottrina del capitalismo finanziario sregolato, e, pertanto, occorre promuovere politiche attive del lavoro per tutti'' e soprattutto la politica ''non deve puntare all'abbattimento dello Stato sociale e democratico, erodendo i diritti sociali, pena la crescita delle diseguaglianze e il conseguente indebolimento della democrazia partecipativa''. Per mons. Toso, ''senza i diritti sociali non sono fruibili i diritti civili e politici. Analogamente, non si debbono contrapporre politiche dello sviluppo e politiche sociali''. ''Se tagli sugli sprechi debbono essere fatti, se tassazioni ci debbono essere - ha aggiunto mons. Toso - cio' non significa penalizzare gli investimenti nella ricerca, nell'innovazione, nello studio, in nuove aree di operosita'.

Si dovrebbe escluderli, indefinitiva, dal deficit di bilancio. Essi rappresentano le condizioni indispensabili per favorire la crescita e la ricchezza nazionale. Ma alla luce della totalita' dei diritti la politica non dovrebbe, penalizzare i credenti discriminando la liberta' religiosa nelle sue varie articolazioni, come anche l'obiezione di coscienza nei confronti dell'aborto, della guerra, dell'eutanasia''.

La ''vera politica'' deve mirare, ha sottolineato mons.

Toso ''alla realizzazione del compimento umano. La politica e' amore alla vita umana nella sua integralita'. Da questo punto di vista, gli stessi partiti, pur guardando al bene comune da un punto di vista particolare non possono essere privi dell'orizzonte del bene umano integrale. Il vero riformismo di cui tanto oggi si parla si trova avvicinandosi il piu' possibile, nelle agende, nei programmi partitici, all'integralita' dei diritti-doveri dell'uomo. La' dove, per varie ragioni tattiche di alleanza, si mette la sordina su alcuni diritti fondamentali, si frena il vero riformismo. Il riformismo e' tale se favorisce la pienezza della umanita' in tutte le persone''.

dab/

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