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pubblicato il 11/gen/2013 12:00

Elezioni/ Spunta copia simbolo M5S, Grillo: Non ci elimineranno

Depositato al Viminale prima dei grillini, domenica la decisione

Elezioni/ Spunta copia simbolo M5S, Grillo: Non ci elimineranno

Roma, 11 gen. (askanews) - Non è bastato piazzarsi davanti al ministero dell'Interno 24 ore su 24 da mercoledì, ben due giorni prima dell'apertura dei cancelli per il deposito dei simboli, delle coalizioni e del capo coalizione in vista delle prossime elezioni politiche: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo non è riuscito a essere il primo a presentare il proprio contrassegno. Battuto sul tempo da un ragazzo di trent'anni - uno del partito dei pirati stando a quanto raccontano i grillini - che ne ha portato uno identico negli uffici del Viminale. Il comico genovese va su tutte le furie, se la prende con "una burocrazia vergognosa che non può cancellare la democrazia" e promette "azioni legali" se domenica il Viminale non darà ragione al suo movimento. Il rumore dei grillini per quanto successo stamattina in realtà è tanto rispetto a una questione che, nel pomeriggio, gli stessi Davide Barillari, candidato alla presidenza della Regione Lazio, e Vito Crimi, capolista in Lombardia, definiscono "blindata" prevedendo che alla fine la spunteranno loro. I due si presentano in conferenza stampa nel pomeriggio con Grillo in un albergo a pochi passi dal Ministero - l'Hotel Rex di via Torino - per spiegare il lavoro che faranno i 4-5 avvocati che assistono il M5S in questa vicenda. "Dietro al nostro simbolo - spiega Grillo - si sono 420 consiglieri, 4 sindaci, un movimento che ha avuto successo in Sicilia. Dietro quello presentato da un ragazzo di trent'anni di Catania non c'è nulla. Sarà stato mandato da qualcuno, stiamo facendo un'indagine ma dietro di lui non c'è nulla, qui ci sono persone che si sono fatte un culo così. Neanche in Uruguay succede una roba così". Insomma il contrassegno con le cinque stelle è stato brevettato e utilizzato dal movimento di Grillo in diverse competizioni elettorali: è praticamente scontato che la decisione del Viminale sarà a suo favore. Nonostante ciò il comico avverte: "Ora siamo ancora più forti: se pensano di eliminarci così, si sbagliano di grosso. Noi andiamo a questa competizione in un modo o in un altro. Pensano che con un colpo di burocrazia si fa da parte la democrazia? O loro cambiano immediatamente questa roba qua o sono guai... Queste cose ci indignano e ci rafforzano. Apriremo il Parlamento come una sardina" perché questo "è un sistema completamente marcio non perché noi siamo migliori degli altri ma perché è il sistema che sta collassando".

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