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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Elezioni/ Si complica intesa Pdl-Lega. Tensioni nel Carroccio

Bossiani 'chiamano' senatùr. Maroniani anti Cav. Contatti con Mpa

Roma, 21 dic. (askanews) - Dovevano chiudere l'accordo oggi, Silvio Berlusconi e Roberto Maroni. Non sarà così, perché la trattativa tra Pdl e Lega ha presentato ulteriori complicazioni. Al netto delle nuove incertezze sulla forma di impegno di Mario Monti - che pure rendono più instabile il quadro - ma anche la difficoltà del Cavaliere con Gabriele Albertini, per ora in campo nonostante l'esplicita richiesta maroniana di un ritiro dalla contesa per la Regione Lombardia. Senza contare le fortissime resistenze interne al Carroccio, le dispute lombardo-venete e la fronda anti Cav che rende complicato sposare la causa dell'ex premier. Tutti elementi che allontanano almeno un po' un'intesa che sembrava già siglata. Anche se un accordo resta naturalmente l'opzione preferita da Berlusconi e, secondo alcune fonti, anche dallo stesso Maroni. I due dovevano vedersi oggi. Pare che il faccia a faccia sia slittato. Secondo qualcuno il Cavaliere potrebbe volare a Milano per un rapido colloquio con l'ex ministro dell'Interno, per far rientro poi domenica a Roma. Ma al momento nulla è confermato. Quel che invece per ora resta confermata è la 'resistenza' di Albertini, che neanche Silvio è riuscito per ora a frenare. Senza un passo indietro dell'ex sindaco di Milano, la partita di Maroni si complicherebbe oltremodo. Ma è il Carroccio, la pancia della Lega a reclamare a gran voce lo strappo con Berlusconi. Molti maroniani spingono il leader alla corsa solitaria in Lombardia, gli chiedono di tenere il punto e insistere sulla necessità di un passo indietro del Cav. Per alzare il prezzo mettono in discussione anche la praticabilità di un'intesa nel nome di Angelino Alfano, fino a ieri considerato il punto di mediazione possibile. Giurano, i pasdaran, che con una lista targata Lega e una lista civica in gestazione resta possibile conquistare la Lombardia, anche senza Pdl. Ipotesi ardita, che determinerebbe tra l'altro la corsa solitaria della Lega anche al Senato, mettendo a rischio le altre giunte regionali del centrodestra a guida Lega, a partire da quella piemontese. La Lega è una polveriera. I pochi bossiani di ferro avrebbero prospettato al senatùr la possibilità di correre senza Maroni, abbandonando il partito nel nome di un'alleanza con Berlusconi. E però il candidato leghista alla Regione Lombardia avrebbe rassicurato lo storico leader, che infatti oggi a una riunione di gruppo alla Camera è rimasto seduto accanto a Maroni. Prosegue nel frattempo 'l'esplorazione' leghista di strade che potrebbero rivelarsi alternative in caso di addio al Popolo della libertà. Ad esempio la riproposizione di un'intesa con l'Mpa di Raffaele Lombardo (con il quale proseguono i contatti), una federazione di forze autonomiste che potrebbe rivelarsi l'ago della bilancia in Regioni chiave come Lombardia e Sicilia. Prima, comunque, resta da definire il rapporto con il Pdl di Berlusconi.

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