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pubblicato il 25/feb/2013 12:00

Elezioni/ Senato ingovernabile, Pd spera in Camera e guarda M5S

Bersani parlerà solo quando sarà certo il dato di Montecitorio

Elezioni/ Senato ingovernabile, Pd spera in Camera e guarda M5S

Roma, 25 feb. (askanews) - E' il caos. Lo scrutinio è ancora in corso, ma con lo spoglio al Senato arrivato ormai al 75% (45.732 seggi su 60.431), il dato di fondo è ormai acquisto: a palazzo Madama una maggioranza non ci sarà, il centrodestra rispetto ai pronostici che gli attribuivano solo il Veneto e, forse, Sicilia e Lombardia, conquista anche regioni come Puglia e Campania e forse Abruzzo e Calabria, mentre in Piemonte è testa a testa. In altre parole, con il meccanismo dei premi regionali, né il Cavaliere né Pier Luigi Bersani più i centristi avranno i numeri per governare al Senato. Una sorpresa che ha gelato i dirigenti del Pd, che alle 15 festeggiavano di essere "lo schieramento più votato" e che adesso fa temere a Bersani anche per la Camera: le proiezioni, infatti, danno un vantaggio risicatissimo al centrosinistra, anche se i dati 'reali' sono più rassicuranti, visto che quando lo spoglio è arrivato al 42% Pd e alleati conservano un vantaggio del 4% sul centrodestra. Un vantaggio importante, perché a Montecitorio basta un solo voto in più per assicurarsi una maggioranza sicura di 344 seggi. Sicuro vincitore politico è Beppe Grillo, che comunque viaggia abbondantemente sopra al 20% (al 23,8% al Senato, quando sono state scrutinate 3/4 delle schede). Ma già può brindare anche Silvio Berlusconi che, nel peggiore dei casi (ovvero se il centrosinistra dovesse vincere alla Camera), è riuscito a creare lo stallo a palazzo Madama, impedendo anche una maggioranza Pd-centristi. Preoccupazione forte, come detto, al quartier generale democratico: Bersani è chiuso nella sua abitazione romana e i dirigenti Pd compulsano le proiezioni interne per assicurarsi che almeno la Camera sia 'sicura'. Bersani parlerà solo quando sarà in cassaforte il risultato di Montecitorio e la linea che comincia a circolare al vertice democratico è questa: siamo azzoppati per la legge elettorale, alla Camera i più votati siamo noi e quindi tocca a noi il compito di provare a formare un governo. L'idea è quella di rivolgersi innanzitutto al 'Movimento 5 Stelle', per valutare se sono disposti a votare una piattaforma di provvedimenti e, innanzitutto, una nuova legge elettorale. Lo spiega Corradino Mineao, candidato democratico in Sicilia: "Se i risultati saranno questi, Bersani chiederà l'incarico di formare il governo e al Senato proverà innanzitutto a capire cosa intendono fare gli eletti del M5S. Non parliamo di caccia a singoli parlamentari, ma di un confronto su proposte concrete". Ma, appunto, prima bisogna avere la certezza di avere conquistato la Camera. Quanto al centro, il premier Mario Monti parlerà alle 21,30. Ma Pierferdinando Casini lo ha anticipato. "Risultato dignitoso ma al di sotto delle aspettative anche al Senato" allora "onore a chi ha vinto". Con la sottolineatura, in particolare, che "Silvio Berlusconi ha fatto una bella campagna elettorale, e ha dimostrato di essere imbattibile, ottenendo un risultato non previsto".

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