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pubblicato il 07/feb/2013 13:43

Elezioni: Scelta Civica, creare Export Bank per supporto a imprese

Elezioni: Scelta Civica, creare Export Bank per supporto a imprese

(ASCA) - Roma, 7 feb - Tra i cinque punti del programma economico di Scelta Civica vi e' l'incremento della produttivita' e della competitivita'.

''Vogliamo favorire - si legge nel documento - lo sviluppo di reti di 'business angels' che sostengano finanziariamente la nascita di start up innovative. Vogliamo inoltre introdurre misure che aiutino le imprese a trovare finanziamenti per crescere di dimensione e migliorare i loro processi produttivi. Questo include misure per indurre gli investitori istituzionali italiani a investire in equity funds e credit funds; progettare un ampliamento del mandato del Fondo Italiano di Investimento in modo che esso agisca da 'pietra angolare' per la nascita di nuovi equity funds e credit funds e investa non solo direttamente ma anche in fondi privati settoriali''.

''Proseguiremo l'azione per la semplificazione amministrativa puntando alla riduzione delle autorizzazioni e degli adempimenti burocratici. Le liberalizzazioni - prosegue la nota - sono un punto cardine del programma e l'obiettivo e' di proseguire il programma di apertura dei mercati dei prodotti e dei servizi mediante il ricorso periodico alla legge annuale sulla concorrenza, far partire l'Autorita' dei Trasporti e prevedere una legge quadro per rafforzare le Autorita' Indipendenti''.

''Ci proponiamo di rafforzare le attivita' di supporto finanziario alle imprese italiane esportatrici. Questo avverra' attraverso la creazione di una Export Bank che, rafforzando quanto previsto con il polo CDP-SACE-SIMEST, fornira' risorse e servizi finanziari nonche' assicurazione commerciale a imprese italiane che esportino o effettuino operazioni di investimento all'estero. In sede di Unione europea ci batteremo affinche' al Fiscal Compact si accompagni sempre di piu' una strategia credibile e operativa per la crescita (investimenti pubblici, Mercato Unico) cosi' come l'Italia e' riuscita a fare al Consiglio europeo nel giugno 2012. Per dotare il sistema produttivo di nuove infrastrutture, ci proponiamo di incrementare complessivamente il rapporto investimenti pubblici/PIL circa dello 0.8% nel corso della legislatura, a fronte del dimezzamento avvenuto nei 9 anni passati. Le variazioni negli investimenti pubblici sarebbero allocate come segue: 1/3 amministrazioni centrali, 2/3 amministrazioni locali'', conclude il documento.

com-ceg/cam/ss

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