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pubblicato il 14/mag/2011 10:06

Elezioni/ Riflettori su Milano, ma la Lega punta su Gallarate...

Parte strategia 'bavarese': "Corriamo da soli e svuotiamo Pdl"

Elezioni/ Riflettori su Milano, ma la Lega punta su Gallarate...

Roma, 14 mag. (askanews) - I riflettori sono tutti puntati su Milano, ma in realtà la vera partita della Lega alle amministrative si gioca in tutti i Comuni del nord in cui il Carroccio corre da solo, anche contro il Pdl. A partire da Gallarate, città simbolo della sfida leghista al Pdl, forse anticipatrice di una 'competition' anche a livello nazionale. In quei municipi, Umberto Bossi vuole iniziare a concretizzare il sogno di un partito egemone nell'area più ricca del Paese, una sorta di Csu bavarese in verde. Certo, tutta l'attenzione è concentrata sulla rielezione di Letizia Moratti, complici anche le affermazioni dello stesso Bossi: "Se a Milano si perde, perde Berlusconi" che là "si gioca la faccia". E a quel punto, "può capitare di tutto". E forse non è un caso che Milano sia l'unica città dove non è stato formalizzato il candidato vice sindaco del centrodestra: un ruolo che dovrebbe toccare al leghista Matteo Salvini, ma ancora senza ufficialità. Perchè il primo obiettivo della Lega nel capoluogo lombardo è quello di far crescere le percentuali leghiste ai livelli del resto della Regione. Sperando che Letizia Moratti vinca al primo turno, visto che portare a votare i leghisti al ballottaggio sarà piuttosto complicato. La partita della Lega però si gioca soprattutto lontano dai riflettori, e contro l'alleato degli ultimi 10 anni. Una strategia lucida, spiega un dirigente leghista, che guarda con lungimiranza alla fine dell'esperienza politica di Silvio Berlusconi. Solo in Lombardia, su 238 amministrazioni la Lega presenterà 70 candidati sindaco e in 49 casi saranno legati a una lista solo Carroccio. Da sola la Lega corre anche a Trieste, con il giovanissimo deputato Max Fedriga. E sono 150 in tutto i candidati accompagnati solo dal simbolo di Alberto da Giussano. In molti casi, però, appoggiati da liste civiche formate da dirigenti ex Pdl: "Sono personaggi locali che iniziano a guardare con interesse alla Lega, e che si preparano così alla possibile deflagrazione del partito di Berlusconi". Uno scenario, ragiona la stessa fonte, che prefigura "un partito egemone nel nord, con il quale tutti, a prescindere da chi si confronterà nell'Italia post berlusconiana, dovranno fare i conti". Un primo passo per quello che senza mezzi termini viene definito "svuotamento del Pdl". Insomma, spiega un dirigente leghista, "per noi comunque vada sarà un successo: potremmo migliorare la performance di Milano, potremmo vincere nei Comuni dove corriamo da soli, potremmo ottenere un buon risultato a Bologna con il nostro Manes Bernardini". La certezza del Carroccio, è dunque che in ogni caso "il nostro peso aumenterà". Su come usarlo, molte le strade aperte: dal rafforzamento dei distinguo leghisti (vedi Libia), fino al "può succedere di tutto" minacciato da Bossi.

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