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pubblicato il 28/mag/2011 11:18

Elezioni/ Per Lega arriva ora verità: Milano decide sorte governo

Carroccio al bivio: rompere alleanza o proseguire?

Elezioni/ Per Lega arriva ora verità: Milano decide sorte governo

Roma, 28 mag. (askanews) - Dopo due settimane di ipotesi, fibrillazioni e tensioni, si avvicina l'ora della verità per Umberto Bossi e la Lega: quando si saprà il risultato del ballottaggio di Milano si capirà quale strada sceglierà il Carroccio e quale sorte attende il governo. La speranza è ovviamente una vittoria di Letizia Moratti, anche se - come dice qualche leghista - un'affermazione di Giuliano Pisapia "non sarebbe una tragedia". Ma comunque, se davvero si concretizzasse il successo del centrosinistra, la Lega si troverà a un bivio: restare fedeli a Silvio Berlusconi e continuare a sostenere il governo, oppure accelerare la exit strategy dall'alleanza con il Pdl per "non farsi trascinare a fondo", come detto dal Senatur. E la scelta potrebbe dipendere anche dall'esito delle altre sfide, anche di quelle che non vedono coinvolte la Lega come Napoli e Cagliari. Oltre che dai ballottaggi con un leghista in corsa: Varese, Novara e la provincia di Mantova in alleanza con il Pdl, Rho e Desio in corsa solitaria, solo per citare i più importanti. Un filotto del centrosinistra, spiegano da via Bellerio, potrebbe far prevalere nella Lega chi spinge per smarcarsi dal Cavaliere, indurlo ad un passo indietro, insediare un altro premier (Tremonti o Maroni) e creare un clima tale da permettere di concludere il federalismo fiscale e avviare le altre riforme istituzionali. Ma non è detto che Bossi scelga una strada più lunga ma meno traumatica: continuare con i 'distinguo' rispetto a Berlusconi - come ad esempio sui ministeri al nord - proseguire il dialogo con le opposizioni sulla legge elettorale, magari anche rendere la vita ancora più difficile al governo nell'Aula della Camera, fino a rendere insostenibile la situazione e necessario un nuovo governo. Questo nel caso in cui il Senatur si convincesse che ormai la leadership di Berlusconi sia logora e controproducente. Ipotesi possibile, spiegano dirigenti leghisti, ma non ancora certa. Più che altro per la mancanza di alternative: "Con chi ci alleeremmo, con la sinistra e Di Pietro?". Insomma, non è detto che anche in caso di sconfitta ai ballottaggi non si prosegua comunque nell'alleanza, anche se - ammette un dirigente del 'cerchio magico' - "obtorto collo".

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