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pubblicato il 17/mag/2011 18:43

Elezioni/ Pdl prova la difesa: E' pareggio.E spera in ballottaggi

Stato maggiore fa i numeri e difende Berlusconi:c'ha messo faccia

Elezioni/ Pdl prova la difesa: E' pareggio.E spera in ballottaggi

Roma, 17 mag. (askanews) - Se servisse per vincere ai ballottaggi, Ignazio La Russa sarebbe anche pronto a dimettersi da coordinatore del Pdl. Ma la certezza che i vertici del Popolo della Libertà provano a coltivare - all'indomani del voto - è che al secondo turno "si giocherà una partita nuova e diversa". E "se dovessimo vincere" a Napoli e a Milano "racconteremo tutta un'altra storia". Intanto, Denis Verdini si incarica di affermare "la verità" dei dati. "Un sostanziale pareggio", rivendica il coordinatore, che elenca i risultati: "Si votava in undici province, la sinistra ne governava 7 e noi 4, loro ne hanno vinte 3, noi 2, le altre 6 andranno al ballottaggio e in 3 siamo in ampio vantaggio". Ancora: dei 29 comuni capoluogo al voto, "la sinistra ne governava 20 e noi 9. Loro ne hanno confermati 12, noi 4". Infine: "Dei 104 comuni con più di 15mila abitanti, la sinistra ne aveva 54, noi 50. Loro ne hanno tenuti 14, noi 15, e ai ballottaggi partiamo in vantaggio in 32". Anche sui voti di lista, "aggregando i dati di tutti comuni sopra i 15mila abitanti, il Pdl è al 26,5% e il Pd 21,8: smentiti i proclami di Bersani che rivendica un avanzamento". E con i cronisti che notavano il crollo rispetto alle politiche, Verdini sbotta: "Mi meraviglio di voi. Alle amministrative ci sono le liste civiche. Se le uniamo siamo al 33-34%". Altro dato confortante per il Pdl, il fatto che "il vero terzo polo è la sinistra estrema: l'Udc si ferma al 5%, Fli all'1,3, l'Api allo 0,7%". E in particolare il partito di Casini "quando si allea con noi guadagna, da solo stenta, con la sinistra perde". Fatta chiarezza, dal punto di vista pidiellino, sui dati elettorali, i vertici del partito (oltre ai coordinatori presenti capigruppo e vice e Maurizio Lupi) si concentrano su quello che è il dato più significativo, Milano. "Ci aspettavamo l'esatto contrario", ammette Verdini. La causa, secondo il Pdl, è la "radicalizzazione" eccessiva della campagna. I cronisti osservano che però il primo a dare un significato di test nazionale al voto, in particolare di Milano, è stato proprio Berlusconi: "E' stata un'autodifesa", replica Verdini, con Cicchitto che aggiunge: "E' stata una campagna drogata dall'intervento dei giudici". Ma il dimezzamento delle preferenze personali di Berlusconi "non avrà conseguenze sulla leadership", e ora ai ballottaggi "si potrà fare una campagna diversa, sui programmi dei sindaci e nient'altro". Anche se con qualche messaggio contraddittorio, come l'uscita di La Russa: "La Moratti nel suo tempo libero frequenta San Patrignano per lottare contro la droga, altri candidati frequentano la stanza del buco...".

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