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pubblicato il 07/gen/2013 19:09

Elezioni: Pdl-Lega Nord siglano intesa ma su premier non c'e' accordo

Elezioni: Pdl-Lega Nord siglano intesa ma su premier non c'e' accordo

(ASCA) - Roma, 7 gen - Popolo della liberta' e Lega Nord siglano l'intesa in vista delle elezioni ma sul candidato premier non c'e' un accordo. Nero su bianco viene messo solo che non sara' Silvio Berlusconi, al quale invece spetta il ruolo di capo della coalizione. Dal canto suo l'ex premier indica come candidato alla presidenza del Consiglio Angelino Alfano, ma poche ore piu' tardi il segretario del Carroccio, Roberto Maroni, in conferenza stampa, rilancia con il nome dell'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Nel vertice notturno ad Arcore si e' deciso comunque di rimandare il problema premiership a dopo le elezioni e dunque in caso di vittoria. Con il via libera all'alleanza con il Pdl, Maroni incassa la candidatura alla presidenza della Lombardia ma parte della base fa sentire gia' il suo dissenso. ''Habemus Papam!''. La giornata del centrodestra si apre cosi'. Con queste parole il primo ad annunciare l'accordo alle 8 del mattino e' Berlusconi ai microfoni di Rtl 102.5. ''Questa notte, all'una e trenta, - spiega il leader del Pdl - ad Arcore abbiamo firmato l'accordo con la Lega Nord. Io per il Popolo della liberta' e Roberto Maroni per la Lega Nord. Io saro' il leader della coalizione dei moderati''. Berlusconi, che ritorna sul nome del segretario Pdl per la premiership (''il candidato l'avevo gia' indicato e penso che sara' ancora lui, Angelino Alfano'') poi si autocandida a ministro dell'Economia, figura che ''nel prossimo esecutivo sara' molto importante'' anzi ''di gran lunga piu' importante di tutte altre e io sono un esperto''. A chi piu' tardi chiede a Maroni un commento su questa ipotesi, il segretario leghista taglia corto con un sorriso: ''Non faccio il toto-nomine sulle caselle dei ministri futuri del governo''. A spiegare nei dettagli i contenuti dell'intesa e' Maroni, che prima di tutto pero' deve dare una risposta alla parte della base leghista in rivolta poiche' mal digerisce un accordo con Berlusconi. Maroni si definisce ''concreto'', guarda ''al progetto politico'' poiche' ''staccarsi dal Pdl avrebbe comportato l'inevitabile sconfitta in Lombardia. L'accordo delle politiche e' funzionale alla Regione Lombardia, serve per vincere e con questo accordo vincero', ne sono sicuro''. E poi ancora l'accordo ''e' utile, positivo e coerente'' per dare ''attuazione al progetto 'Prima il nord'''. Si punta, spiega Maroni, che si dice soddisfatto, a ''governare le Regioni Piemonte, Lombardia e Veneto per costruire la Macroregione del Nord con l'obiettivo di trattenere il 75% delle tasse. Questi due punti sono nell'accordo e sono stati sottoscritti dal Pdl''. Con i soldi ricavati dal 75% delle tasse che resteranno al Nord ''aboliremo l'Irap, interverremo sull'Imu, sui redditi bassi e aboliremo il bollo auto. Si tratta di 20 miliardi di euro all'anno e con questi soldi la Lombardia diventera' la prima Regione in Europa''. A far capolino nella campagna elettorale per le Politiche, ora che Mario Monti ha annunciato che cambiera' l'Imu e che ridurra' l'Irpef, sono le tasse. E Berlusconi, da candidato a ministro dell'Economia, dice: ''Era un Monti finto, ci ha ingannato tutti. Rientra anche lui nella categoria dei professori che prendono lo stipendio e che l'economia la guardano dal buco della serratura''. Per l'ex premier bisogna ''invertire totalmente la rotta: passare da una politica di austerita' a una politica di crescita e di espansione, sara' un lavoro difficilissimo e ci vogliono capacita' ed esperienza e una sola una maggioranza forte in Parlamento. Non si puo' perdere tempo con i piccoli partiti''. Bisogna ripartire ''da una nuova riforma del lavoro, quella Fornero e' stata un disastro''. Infine, chiusura totale da parte di Berlusconi nei confronti del premier dimissionario: ''Sono pronto al dialogo con tutti ma - avverte - dopo la delusione che mi ha dato non penso che ci sara' modo di collaborare''. ceg/vlm

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