venerdì 20 gennaio | 23:33
pubblicato il 21/gen/2013 16:03

Elezioni: Lega Nord, in Piemonte capilista Cota e Tremonti

(ASCA) - Torino, 21 gen - Cota e Tremonti. Sono i nomi di spicco delle liste piemontesi del Carroccio. In attesa di quelle del Pdl, chiude tutte le caselle in Piemonte anche la Lega Nord.

E vengono confermate le indiscrezioni che indicavano Tremonti capolista anche nella regione subalpina. L'ex ministro infatti apre la scheda elettorale del Senato davanti all'ex sottosegretaio Michelino Davico, ai deputati Maria Pastore e Sebastano Fogliato, al senatore Walter Togni e a Isabella Arnoldi portavoce dell'assessore Massimo Giordano.

Il presidente della Regione invece guida entrambe le circoscrizioni della Camera Piemonte 1 e Piemonte 2. Una candidatura di servizio, come ha piu' volte ribadito Cota, che ancora oggi in una intervista alla Stampa ha detto di voler rimanere alla guida della Regione fino al 2015, ''magari anche oltre - ha aggiunto questa mattina a pargine di un incontro pubblico - se lo decideranno gli elettori''.

Tuttavia secondo quanto riporta oggi il Fatto, la candidatura di Cota oltre a servire da traino potrebbe avere anche un beneficio per lo stesso governatore in quanto potra' dimettersi entro sei mesi, e a quanto si sottolinea, all'attuale governatore del Piemonte saranno sufficienti altri quattro mesi da onorevole per far scattare il vitalizio. Dietro Cota in Piemonte 1, Stefano Allasia Davide Cavallotto Walter Marin, Roberta Ferrero, mentre su Piemonte 2 i parlamentari Gianluca Buonanno (sindaco di Varallo Sesia), Roberto Simonetti, (ex presidente della Provincia di Biella), oltre a Riccardo Molinari segretario Alessandrino del Carroccio ed ex vicepresidente del consiglio regionale del Piemonte. Le intenzioni del Carroccio sono quelle di confermare i parlamentari uscenti. Esclusi dalle liste pero ' il senatore Enrico Montani, che ha accettato di guidare la segreteria politica piemontese e Rosanna Boldi, autrice nei mesi scorsi di una gaffe sulla morte del senatore Sergio Pininfarina per la quale si dovette scusare con la famiglia, che era al terzo mandato. eg/mau

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