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pubblicato il 23/feb/2013 16:24

Elezioni: lavoro 'cuore' programma Bersani, i 5 punti per rilancio Paese

Elezioni: lavoro 'cuore' programma Bersani, i 5 punti per rilancio Paese

(ASCA) - Roma, 23 feb - Lavoro, lavoro e ancora lavoro.

E' questo il cuore del programma del Pd, come illustrato dal segretario e candidato premier del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, che nei vari incontri del suo lungo tour elettorale non si e' stancato di ripetere che se tocchera' a lui, tutte le iniziative di governo dovranno essere finalizzate al lavoro: lavoro per le imprese ma soprattutto per i disoccupati e in particolare per le centinaia di migliaia di giovani in cerca di un'occupazione.

Prima ancora delle proposte concrete per riavviare la crescita, un piano in cinque punti, Bersani ha indicato alcune parole-programma che sono la premessa essenziale per un cambio di rotta: serieta', moralita', onesta' e lavoro.

Parole contrapposte alle ''favole'' e ai ''conigli tirati fuori dal cappello''.

Al primo punto Bersani pone la liquidita'. Ovvero la necessita' di un rafforzamento finanziario delle imprese -specie le piccole e medie- a mezzo di una emissione di titoli del Tesoro sul modello di Btp Italia per pagare i crediti arretrati delle piccole e medie imprese nei confronti della pubblica amministrazione. Bersani ha ipotizzato 10 miliardi di euro l'anno per 5 anni.

Secondo punto un grande piano ispirato al modello roosveltiano del New deal con piccole opere da affidare agli enti locali con una deroga al Patto di stabilita' interno, che possano partire subito rivitalizzando l'economia e che riguardino soprattutto la riqualificazione di scuole e ospedali.

Terzo punto un rilancio dell'economia verde, con progetti per l'efficienza energetica e riqualificazione degli edifici a fini ambientali.

Quarto, interventi sulle infrastrutture, materiali e immateriali, come riordino e informatizzazione dei catasti e lo sviluppo della banda larga perche' il nostro Paese si adegui finalmente alle altre realta' europee.

Infine un piano industriale che si potra' chiamare 'Industria 2020' e che preveda aiuti alle imprese, anche attraverso il credito di imposta per la ricerca, per rilanciare l'innovazione.

Dal lato delle risorse, oltre alle razionalizzazioni, prevalentemente nella spesa nella Pubblica amministrazione e nelle societa' a partecipazione pubblica, Bersani ha indicato l'importanza dell'utilizzo dei fondi europei, tradizionalmente poco sfruttati dall'Italia e dalle Regioni, diminuzione delle spese militari, ma soprattutto il raggiungimento di una ''fedelta' fiscale'' che ''se anche arrivasse a tre punti in meno della media europea ci metterebbe al sicuro''.

Inoltre, ha aggiunto, occorre cambiare l'impianto del nostro sistema fiscale, facendo pagare di piu' le rendite immobiliari e alleggerendo il lavoro. E soprattutto incoraggiare la fedelta' fiscale, con meccanismi di tracciabilita' e trasparenza.

Per Bersani, sono importanti anche le regole del mondo del lavoro, soprattutto quelle che riguardano l'eccessiva precarizzazione. Quindi il leader Pd ha rilanciato la proposta di far pagare di piu' un'ora di lavoro precario, a termine, rispetto ad un'ora di lavoro stabile, in modo da creare meccanismi di convenienza per le imprese che stabilizzano i lavoratori. Non secondaria anche la previsione di crediti d'imposta a favore delle imprese che assumono e che investono in ricerca e innovazione.

Il segretario democratico ha prospettato anche la soppressione dei ticket sulle visite medice specialistiche (834 milioni spesi dagli italiani) con la cancellazione delle consulenze sanitarie, pari a 790 milioni.

Altre risorse sono state indicate in leggi che dovranno garantire prassi di legalita' (ad esempio la reintroduzione del falso in bilancio e una seria legge sul conflitto di interessi) e di attuazione dei diritti (dalle donne e parita' di genere, agli immigrati e al diritto di cittadinanza, alle unioni civili, al diritto allo studio, alla salute e alla regolazione della rappresentanza nei luoghi di lavoro).

Un capitolo ulteriore e' poi quello delle riforme istituzionali ritenute irrinunciabili per la modernizzazione del Paese. In sintesi, Bersani oltre ad una nuova legge elettorale pensa alla fine del bicameralismo perfetto arrivando ad una Camera politica (che da' e toglie la fiducia al Governo) e a un Senato delle rappresentanze territoriali (Regioni), con un Governo potenziato nei suoi poteri e con un Parlamento altrettanto rafforzato nel potere di controllo e di indirizzo.

Tutta questa costruzione per Bersani non dovrebbe servire solo ad un nuovo governo ma anche ad un ''cambio di sistema politico'' che oltre a modernizzare il Paese, lo porti, rifuggendo da vecchi e nuovi populismi, al livello delle maggiori democrazie europee.

min/vlm

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