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pubblicato il 19/gen/2013 12:51

Elezioni: Ingroia, chiudo porta a dialogo col Pd. Nessuna... (1 Update)

(ASCA) - Roma, 19 gen - ''La pazienza e' finita: quella porta che avevo lasciata aperta disposto al dialogo -perche' io sono un uomo del dialogo e paziente- con oggi si chiude''.

Cosi' l'ex pm Antonio Ingroia in una conferenza stampa, stamane a Roma per presentare i candidati di Rivoluzione Civile, ha dichiarato chiuso il dialogo con il Pd e con il segretario Bersani.

Nessuna desistenza e' possibile, ha detto, ''nessun accordo sottobanco come quelli che hanno ucciso la prima e la seconda Repubblica''.

''Io -ha aggiunto Ingroia- appena tornato dal Guatemala ho rivolto un appello al Pd e a Bersani per incontrarci, per vedere se potevamo collaborare, avremmo potuto valutare la cosa. Abbiamo ricevuto proposte dietro le quinte da intermediari pur autorevoli, ma non possiamo accettare accordi: Monti e' stato in continuita' con Berlusconi e non possiamo dimenticare che il Pd ha appoggiato Monti con i suoi provvedimenti che hanno colpito la gente''.

Come ha fatto in altre occasioni Ingroia ha spiegato la sua rigidita' in nome di una emergenza. Citando Enrico Berlinguer che negli anni ottanta disse che la questione morale esiste e da tempo e' diventata una questione politica...' ha aggiunto che ''in modo desolante la politica in questi 30 anni non ha saputo affrontare la questione che da questione politica primaria e' diventata un'emergenza democratica''.

''Ci si chiede da piu' parti -ha aggiunto- di non presentare liste, di fare una desistenza per non danneggiare il centrosinistra. No, noi non pensiamo ad accordi di desistenza sottobanco, quegli accordi che hanno ucciso la prima e la seconda Repubblica. Avremmo potuto valutare la cosa''. Si giustifica la desistenza per evitare di fare il gioco di Berlusconi, ''si fa anche appello al voto utile'', ma ha detto Ingroia, ''a me Berlusconi non fa paura, e' politicamente finito e lo si e' visto da quando ha dovuto lasciare il governo a Monti. Oggi, quindi, si usa Berlusconi per mettere paura proprio come Berlusconi usava la minaccia dei comunisti. Oggi il pericolo e' Monti''. ''Quini -ha proseguito- il voto utile che ci chiedono oggi non e' contro Berlusconi ma a favore di Monti. Percio' il solo voto utile, come ho detto, e' solo quello per noi''.

Ingroia ha nuovamente sostenuto che il dialogo era possibile e che lui personalmente lo aveva chiesto subito dopo il suo rientro dal Guatemala e poi rinnovato. ''Il Pd doveva venirci incontro, non potevamo muoverci solo noi'' ha sostenuto Ingroia dicendo che ''proprio in quei giorni in cui Bersani poteva incontrarmi, veniamo a sapere che incontrava Monti. E poi quando noi parlavamo di riequilibrare i sacrifici con una patrimoniale, Bersani diceva di no alla patrimoniale. Credo dunque -ha detto Ingroia- che quella porta che avevo lasciata aperta da oggi e' chiusa. Da questo momento Rivoluzione civile chiede il dialogo in parlamento.

Vedremo, a partire dal conflitto di interessi. So che Bersani e' una persona seria, ha detto che tra i provvedimenti dei primi 100 giorni prevede il conflitto di interessi, bene lo sfido a mettere subito in cima alla lista il conflitto di interessi: questa legge scriviamola insieme e insieme presentiamola''.

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