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pubblicato il 16/gen/2013 08:49

Elezioni: il Ppe privilegia Monti, Bersani parla di voto utile

Elezioni: il Ppe privilegia Monti, Bersani parla di voto utile

(ASCA) - Roma, 16 gen - C'e' un problema in piu' per Silvio Berlusconi e il Pdl. Joseph Daul, capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe) nel Parlamento di Bruxelles, a margine di una conferenza stampa ha ribadito di ritenere che il candidato del Ppe in Italia sia Mario Monti e non il Cavaliere. ''Non voglio attaccare tutti i giorni il signor Berlusconi - ha detto Daul davanti a microfoni e telecamere mettendo in discussione la collocazione europea del Pdl - e far si' che lui possa attaccare me e possa parlare di 'questa orribile Europa', ''questa orribile Merkel', di 'questi orribili francesi' e permettergli di dire 'vedete come si comportano'. Il Ppe condurra' la sua lotta al populismo''. L'esponente del Ppe precisa: ''Come sempre in Italia, la situazione e' molto complicata, perche' abbiamo anche l'Udc e il partito di Berlusconi, che sono tutti membri del Ppe''. Immediate le repliche del Pdl. Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio, ''Daul fa finta di ignorare che Monti ha rotto l'unita' dei moderati''. Angelino Alfano, segretario del Pdl, ritiene Daul ''evidentemente male informato''. Gaetano Quagliariello, vice capogruppo al Senato, avverte: ''Daul riveste un incarico delicato, non si produca in maldestre intromissioni. Diventa addirittura paradossale se cio' avviene in favore di un partito di Monti che non esiste e che quindi non fa parte del Ppe''. In serata arriva la parziale marcia indietro del capogruppo del Ppe al Parlamento europeo dopo una riunione con i rappresentanti del Pdl. Dichiara Sergio Silvestris, vice capogruppo del Pdl a Bruxelles: ''Daul ha chiarito di non aver dichiarato quanto riportato oggi dalle televisioni italiane, ne' tantomeno di aver espresso indicazioni in favore di Monti''. Quest'ultimo, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe telefonato a Daul per dirgli di non aver gradito le sue dichiarazioni in quanto non auspicherebbe di essere il candidato di una sola parte politica. Sul fronte del centrosinistra, Pier Luigi Bersani smentisce qualsiasi patto di desistenza al Senato con la lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, ma rilancia l'idea del voto utile: ''Non facciamo nessun patto. Oltre alla politica, c'e' la matematica della legge elettorale. Chi non sostiene il Pd, in particolare al Senato, e in alcune regioni, fa un regalo a Berlusconi. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilita', non davanti a Bersani ma davanti al paese''. Bersani, ospite ieri sera a ''Ballaro''' su Rai tre con Gianfranco Fini, Giulio Tremonti e Antonio Ingroia, chiarisce le priorita' di un suo eventuale governo: ''Cancelleremo le leggi ad personam, ce n'e' un certo tot, la Cirielli va cancellata, la Gasparri da modificare. Vedo che gli italiani non si aspettano che noi aumentiamo le tasse. Hanno ragione. Se la spesa sara' sotto controllo, ogni euro recuperato puo' essere impegnato per la loro riduzione. La differenza vera e' alleggerire il peso del fisco sul lavoro, che da' lavoro''. Il segretario del Pd aggiunge: ''E' vero che l'Imu e' gia' una patrimoniale ma non e' abbastanza progressiva. Io vorrei una progressivita' maggiore alzando la detrazione per i piu' deboli intorno ai 500 euro. Nel prossimo anno non saremo in condizione di ridurre le entrate dell'Imu ma potremmo fare un riequilibrio caricando sui possessori di grandi patrimoni immobiliari. Immagino che a fronte di una detrazione del 5% dobbiamo caricare con un'imposta personale sui detentori di grandi patrimoni immobiliari dal valore catastale di 1,3- 1,5 mln''. Fini dichiara a ''Ballaro''': ''Sono convinto che sempre piu' il confronto sara' tra Bersani e la coalizione che mette insieme Casini, Monti e Fli. L'alleanza di Fli con Monti e Casini e' l'unica vera novita' di questa campagna elettorale''. Il presidente della Camera auspica una serio confronto ''tra tutti i riformisti'' dopo il voto, soprattutto se non ci sara' una vittoria netta alle elezioni. Chiude con una battuta: ''Berlusconi e' come la lira: una moneta fuori corso''. Reagisce Tremonti, ex ministro dell'Economia, che polemizza su Ici e conti dello Stato: ''Fini dia un colpo di telefono al suo amico Monti, gli dica di ritirare il redditometro. E' un provvedimento incostituzionale, bestiale. Ed e' una curiosa persona il senatore a vita Monti, che fa attivita' di lotta e di governo, prima fa un decreto e dice che serve, poi che va tolto''. Ribatte Fini: ''Monti ha detto fin da subito che il redditometro era una bomba ad orologeria, ma non e' stato lui ad introdurre il criterio. Ora, siccome e' giusto ragionare su cose che preoccupano drammaticamente gli italiani e visto che il provvedimento non e' ancora in vigore, andra' verificato con paletti precisi come viene messo in opera, evitando la presunzione e l'inversione dell'ordine della prova''. gar/sam/

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