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pubblicato il 08/gen/2013 08:30

Elezioni: il nodo delle liste, le contraddizioni dei 4 poli

Elezioni: il nodo delle liste, le contraddizioni dei 4 poli

(ASCA) - Roma, 8 gen - Entro l'11 e 12 gennaio i partiti devono presentare i simboli elettorali e dichiarare a quali coalizione fanno eventualmente parte. Il 20 e 21 gennaio vanno presentate le liste con le candidature. Nonostante ci sia ancora qualche giorno a disposizione, le trattative e i bracci di ferro all'interno dei partiti e delle coalizioni sulle candidature sta mettendo in fibrillazione i quattro poli in competizione (Lista Monti piu' Udc e Fli, Pd e Sel, Pdl e Lega Nord, Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Il Movimento 5 stelle fa caso a se' avendo gia' deciso di correre elettoralmente in solitudine). Ieri sera c'e' stato un nuovo summit tra Mario Monti, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. A far discutere e' il contenuto del decalogo con cui Enrico Bondi, ex commissario straordinario per la spending review che ieri si e' dimesso dagli incarichi istituzionali assegnatigli dal governo, dovra' esaminare le singole candidature su delega diretta di Monti. Oltre a controllare la trasparenza delle biografie individuali, Bondi dovrebbe far rispettare le due deroghe concesse da Monti a Udc e a Fli perche' nelle loro liste per la Camera non ci siano parlamentari con oltre tre legislature alle spalle (il rottamatore Matteo Renzi ha fatto scuola anche fuori dal Pd). Casini e Fini provano a resistere alle indicazioni di Monti. Il leader dell'Udc, che si candirebbe anche al Senato (le indiscrezioni parlano di una sua candidatura alla presidenza di Palazzo Madama), si e' detto convinto - durante la rubrica ''Telefonata'' su Canale 5 di ieri - che non ci sono problemi sulle candidature di Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione, segretario e presidente del partito. Ma sul primo nome ci sarebbero delle obiezioni perche' Cesa ha avuto in passato problemi giudiziari. ''Per noi il vaglio di Bondi non e' un problema ma una opportunita' e una cosa di cui siamo ben lieti'', dichiara intanto Casini. Ieri sera si e' deciso che dopo le elezioni si formi anche alla Camera un gruppo parlamentare unico (qui saranno presenti le liste collegate di Scelta civica, Udc e Fli), come avverra' di sicuro al Senato dove ci sara' una lista unica di tutti i montiani. Resta da chiarire il peso della componente cattolica all'interno dello schieramento montiano, problema delegato al ministro Andrea Riccardi. Nelle ultime ore e' affiorata anche la novita' della richiesta avanzata dal Partito radicale di avere ospitalita' nelle liste che fanno riferimento a Monti per continuare la propria campagna a favore dell' amnistia e contro lo stato di sovraffollamento delle carceri (nella scorsa legislatura, alcuni deputati e senatori radicali erano stati eletti nelle liste del Pd). Su Twitter, Corrado Passera sponsorizza invece la riapertura del dialogo tra montiani e Oscar Giannino: ''L'iniziativa di Giannino e ''Fermare il declino' non possono non far parte del cambiamento che vogliamo''. Il ministro dello Sviluppo economico, che conferma di non volersi candidare, assicura di aver dato uno sguardo al programma di Giannino: ''L'ho fatto e ci sono molte cose buone per costruire l'Agenda per l'Italia''. Nella riunione della Direzione di oggi, il Pd dovrebbe decidere in via definitiva le proprie liste. Ieri Pier Luigi Bersani ha annunciato la novita' della candidatura di Giampaolo Galli, gia' direttore generale di Confindustria e dell'Ania, che sara' in lista col Pd in Lombardia. Nelle liste piddine pure Giorgio Santini, ex numero due della Cisl. Ignazio Marino sara' capolista in Piemonte per il Senato e testa di lista nel Lazio. Laura Puppato, una delle partecipanti alla sfida delle primarie per la premiership, sara' capolista per il Senato la lista in Veneto. Enrico Letta, vicesegretario, sara' capolista alla Camera nelle Marche. Se Bersani valorizza il pluralismo di un partito capace di candidare insieme un ex direttore di Confindustria (Galli) e alcuni ex sindacalisti (Guglielmo Epifani, Santini), bisognera' tuttavia verificare quante ferite hanno provocato le estenuanti trattative tra le correnti del Pd per ottenere qualche ''recupero'' nel listino di candidati a disposizione del segretario che sara' reso pubblico oggi. Tra i nomi dati per certi l'attuale tesoriere Antonio Misiani, l'ex Mauro Agostini (ha ottenuto una deroga per la propria candidatura) e Ugo Sposetti (ha gestito come tesoriere il delicato passaggio dai Ds al Pd). Per quanto riguarda le candidature chieste da Matteo Renzi (17 o 18 in totale), si fanno i nomi di Roberto Reggi (ex sindaco di Piacenza), Simona Bonafe', Francesco Bonifazi, Ivan Scalfarotto, Luca Lotti, Maura Cantini, Nadia Ginetti, Maria Elena Boganelli, Paolo Gentiloni, Lino Paganelli, Ermete Realacci, Cristina Alicata, Alessanda Tresalli, Francesco Clementi. In questo modo verrebbero recuperati i veltroniani Realacci e Gentiloni che sono ritenuti a rischio esclusione (soprattutto il secondo che si e' candidato a sindaco di Roma). Paola Concia sarebbe stata recuperata grazie all'intercessione della corrente che fa capo al senatore Marino. Acque tranquille in Sel. Ieri Nichi Vendola ha presentato alcune candidature che a suo parere connotano il ruolo che il partito vuole avere nella coalizione del centrosinistra sul tema dei diritti: Roberto Natale, ex presidente Fnsi, Giulio Volpe, ex rettore dell' Universita' di Foggia, Francesco Forgione, ex presidente della commissione parlamentare Antimafia, la giovane Celeste Costantino, impegnata nel movimento contro la criminalita' nel sud, Ida Dominijanni, giornalista, femminista e politologa, Laura Boldrini, ex portavoce dell' Unhcr (l'Agenzia internazionale che si occupa di rifugiati), Monica Frassoni, presidente dei Verdi europei, Giorgio Airaudo, ex segretario della Fiom a Torino, e Giovanni Barozzino, l'operaio di Melfi licenziato insieme ad altri solo perche' iscritto alla Fiom, Giulio Marcon, tra i fondatori di Sbilanciamoci, la sigla che coordina 51 associazioni che si occupano di pratiche economiche e politiche alternative, Pape Diaw, presidente della comunita' senegalese di Firenze. Sul fronte del centrodestra, Silvio Berlusconi ha siglato l'accordo con la Lega Nord che da' via libera alla candidatura di Roberto Maroni come governatore della Lombardia e prevede che il candidato premier della coalizione venga deciso dopo il voto (Maroni vorrebbe Giulio Tremonti, Berlusconi preferirebbe Angelino Alfano). L'intesa potrebbe far male al centrosinistra nel computo dei seggi per il Senato in Lombardia e Veneto (potrebbero esserci due maggioranze diverse nei due rami del parlamento). Delle candidature del Pdl si occupa, operando una prima scrematura, Denis Verdini. Secondo l'indicazione di Berlusconi, verrebbe confermato solo il 10% dei parlamentari uscenti. In Campania, Berlusconi sarebbe capolista al Senato seguito dall'ex ministro Francesco Nitto Palma. Terzo, sempre al Senato, Nicola Cosentino, quarto Marco Milanese (due candidature molto contestate). Mara Carfagna sarebbe capolista in Campania per la Camera, Daniela Santanche' in Piemonte. In Lombardia, Roberto Formigoni sarebbe candidato al Senato in un collegio dato per sicuro. Il magistrato Simonetta Martone sarebbe in testa di lista nel Lazio per la Camera. Quanto al senatore uscente Marcello Dell'Utri, Berlusconi ha confermato la sua esclusione dalle liste del Pdl ma potrebbe trovare ospitalita' in quelle di Grande Sud capeggiate da Gianfranco Micciche'. Poco si sa delle liste di Fratelli d'Italia, la nuova formazione collegata al centrodestra fondata da Ignazio La Russa e Giorgia Meloni In difficolta' Antonio Ingroia nel gestire le candidature nella propria lista Rivoluzione civica. Tra i candidati ci sarebbero Ilaria Cucchi (sorella del giovane morto in carcere dopo i maltrattamenti subiti il 29 ottobre 2009), Franco La Torre (figlio del dirigente del Pci Pio La Torre ucciso dalla mafia), Gabriella Stramaccioni (direttrice dell' associazione Libera) e Flavio Lotti (storico organizzatore della tradizionale marcia per la pace Perugia-Assisi). La contraddizione per Ingroia sono i rapporti con Alba, il movimento che ha tra i suoi esponenti l'ex magistrato Livio Pepino, il sociologo Marco Revelli, lo storico Paul Ginsborg e Guido Viale, ex leader di Lotta continua. Alba contesta la candidatura dei leader di Pdci, Rifondazione comunista, Idv e Verdi che darebbero un'immagine tradizionale alla lista di Ingroia. Quest'ultimo si augura di sanare la frattura con alcuni incontri con i vertici di Alba. Finora non e' servita l'argomentazione che per superare il quorum del 4% alla Camera i voti di Antonio Di Pietro, Paolo Ferreo, Oliviero Diliberto e Angelo Bonelli sono ritenuti decisivi. gar/red

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