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pubblicato il 27/mag/2014 13:21

Elezioni: Grasso, bello se neoeletti vedessero in La Pira loro modello

Elezioni: Grasso, bello se neoeletti vedessero in La Pira loro modello

(ASCA) - Roma, 27 mag 2014 - ''Ieri sono stati eletti decine di nuovi sindaci, altri li andremo a eleggere fra pochi giorni al ballottaggio. Ecco, sarebbe davvero bello se questi neo eletti vedessero in Giorgio La Pira il loro modello''.

L'auspicio e' espresso dal presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione della presentazione dell'audiolibro dedicato a Giorgio La Pira ''Ipotesi di lavoro'' alla Sala Marconi di Radio Vaticana.

''Quando ho letto il copione dell'audiolibro, vi confesso, ho avuto alcuni momenti di forte emozione - ha proseguito Grasso - cogliendo come un'eco di miei pensieri e riflessioni che spesso ho voluto condividere, soprattutto di fronte a platee di giovani. Due soprattutto: l'idea che le nuove generazioni siano portatrici di utopie (...), ricordo quanto mi diceva un mio vecchio professore di storia e filosofia: la qualita' piu' importante che possiedono i giovani oltre all'entusiasmo e' l'ingenuita' (...) e cio' costituisce l'unica speranza che riescano a realizzare quelle cose che per il resto dell'umanita' appaiono impossibili. L'altra immagine che mi ha colpito per risonanza e' quella del fiume: io la uso per spiegare ai ragazzi che il percorso della vita e' imprevedibile, che ci sono momenti di difficolta', momenti in cui siamo costretti a cambiare percorso - La Pira dice 'attraverso frequenti e spesso dolorose anse', momenti in cui il fiume sembra sparire, si fa carsico, ma non perde mai il proprio obiettivo: il mare''. ''Quanto avremmo bisogno di lezioni, di maestri, di testimoni, di confronto, di scambio e di apertura verso gli altri - considera ancora la seconda carica dello Stato -.

Quanto sarebbe utile se tutti fossimo piu' disposti a confrontarci, a mettere in discussione i nostri pregiudizi, ad allargare i nostri orizzonti'' come era pronto La Pira, cosi' ben rappresentato dalle sue parole che si leggono nel libro: ''Ho attraversato varie volte con vario affanno i sotterranei del pensiero: ho bussato a molte porte, come un povero mendicante, per avere pane di sapere, ho rifatto mille strade, mille mondi, ho amato mille cose'' .

njb/

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