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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Elezioni/ Geronzi a Berlusconi:Ti sono amico, è meglio lasciare

D'Alema: dovremo riaffrontare il tema del conflitto d'interesse

Roma, 11 dic. (askanews) - Cesare Geronzi: "Ho votato Berlusconi nel 94. Ma forse oggi sarebbe tempo di lasciare". Massimo D'Alema:"Il conflitto d'interessi è ancora davanti a noi e dovremo occuparcene". E sulle critiche al suo governo all'epoca dell'Opa Telecom di Colaninno: "Credo che Guido Rossi si sia pentito di aver definito Palazzo Chigi una merchant bank, visto che lui era parte in causa perchè aveva architettato la privatizzazione basata sullo 0,6% in mano a Fiat". Fedele Confalonieri: "Cuccia diceva che i bilanci Fininvest erano falsi? Tutte balle". La presentazione del libro "Confiteor" sugli ultimi trent'anni di finanza e politica italiana frutto dei colloqui tra l'ex banchiere Cesare Geronzi e il giornalista Massimo Mucchetti si è trasformata in una serie di polemiche e puntualizzazioni tra prima e seconda Repubblica. Si è salvato solo Giulio Andreotti che, tifosissimo della Roma, chiese a Geronzi di sponsorizzare la Lazio:"Ecco un grande politico che faceva prevalere l'interesse generale sulle sue passioni di tifoso - da detto D'Alema - Ecco perchè Andreotti ha governato per cinquant'anni". La presentazione di Confiteor si è tenuta questo pomeriggio al Palazzo della Cancelleria a Roma. I primi battibecchi sono avvenuti tra il presidente Mediaset Confalonieri e Mucchetti, "reo" di aver ricordato nel libro che Enrico Cuccia rifiutò di portare in Borsa la Finivest, poi trasformata in Mediaset, perchè secondo lui i bilanci della società di Berlusconi erano falsi. Confalonieri si è accalorato in una difesa a oltranza del suo gruppo, ricordando che la quotazione fu seguita da sei grandi banche nazionali, e che quote di Mediaset furono acquisite da tre grandi azionisti stranieri: "Possibile che nessuno si fosse accorto che in Fininvest c'era una contabilità opaca: quelle di Cuccia erano balle". Al che Mucchetti ha ribadito che il tema dei bilanci Finivest-Mediaset, soprattutto per quel che riguarda i diritti tv dei film, è stato oggetto di inchieste giudiziarie e che all'interno di Mediobanca c'erano manager come Gerardo Braggiotti che avevano sollevato dubbi sul sistema di ammortamento dei diritti. Il tema del conflitto d'interessi è stato sollevato da D'Alema che ha accusato gli imprenditori di usare i giornali per "tenere sotto scopa il potere politico". "In Italia - ha detto D'Alema - ci sono molti conflitti d'interessi di cui l'intreccio di potere economico-mediatico-politico di Berlulsconi è solo l'esempio più evidente. Cuccia e Geronzi, invece, avevano rispetto per le istituzioni e per la politica, perchè pensavano che il mondo economico avesse una responsabilità verso il futuro del Paese". "Non è vero - ha detto ancora D'Alema - che non abbiamo cercato di risolvere il conflitto d'interesse: nella bicamerale proponemmo di affidare alla Corte Costituzionale il giudizio sulle incompatibilità e io incaricai il sottosegretario Passigli di cercare di rendere più stringente la legge sul conflitto appena varata. Questo tema è ancora di fronte a noi e dovremo occuparcene". Per quel che riguarda Monti, D'Alema ha affermato:"Lo riconfermai commissario europeo e gli proposi di andare a Palazzo Chigi un anno prima che diventasse premier. Penso che abbia agito bene, soprattutto per ridare credibilità all'Italia all'estero. Ma il suo compito si è esaurito. Faremo tesoro del rigore del suo governo, da cui non si potrà deflettere. Ma è ora che torni la politica: e non ci si deve scandalizzare che governi chi vince le elezioni". Alla fine ha preso la parola Geronzi che ha ricordato la sua lunga amicizia con Berlusconi: "Ricordo quando venne a parlarmi della sua discesa in campo nel 94: si presentò con una grande cartella piena di tabelle e grafici e mi disse che aveva parecchi contrasti in casa e in azienda. Era fantastico. Allora l'ho votato e gli sono sempre stato amico. E con amicizia gli dico che forse oggi è il caso di lasciare".

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