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pubblicato il 30/gen/2013 11:29

Elezioni: Frattini, Rehn ha ragione ma sbaglia i tempi (La Stampa)

Elezioni: Frattini, Rehn ha ragione ma sbaglia i tempi (La Stampa)

(ASCA) - Roma, 30 gen - ''Il contenuto delle dichiarazioni di Rehn puo' andare, la forma no. Quando c'e' una campagna elettorale, le modalita' delle dichiarazioni, e la scelta dei tempi, sono fondamentali''. In un'intervista a 'La Stampa', l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, commenta cosi' le parole di Olli Rehn per il quale ''Silvio Berlusconi non rispetto' gli impegni'' soffocando la crescita.

Quest'ultima ''e' una valutazione azzardata'', spiega Frattini che aggiunge: ''Soffocare la crescita e' una cosa che si stabilisce nel medio-lungo termine. Il fatto e' che quando un paese e' in una situazione cosi' drammatica non si puo' dipendere dalla telefonata notturna di un deputato che dice ''ti voto se mi fai sottosegretario'', occorre una maggioranza piu' larga. Senza, non si puo' fare molto''.

''L'Europa eviti di dare un'impressione di interferenza sul voto, perche' questo finisce per essere controproducente.

Bisogna trovare modi che non facciano credere agli italiani che si sta scegliendo a Bruxelles il loro premier. Sarebbe un pessimo servizio a Monti che, invece, merita il successo da solo'', aggiunge Frattini.

''Abbiamo assistito ad una fase di degradazione grave tra giugno e ottobre 2011. In giugno, - ricorda Frattini - Berlusconi aveva concordato a Bruxelles la linea del Patto di Bilancio Ue. Aveva accettato un percorso di risanamento e riforma prima ancora che la famosa lettera di Francoforte arrivasse a Roma. La lettera introduceva novita' importanti.

Nel momento in cui si chiedeva l'intervento della Bce per l'acquisto dei titoli italiani, il governo doveva rispondere con la piena attuazione di tutti gli impegni. I punti che infiammarono la discussione furono le pensioni e il mercato del lavoro. Ricordo una drammatica riunione il giorno di Ognissanti. Berlusconi era tornato dal vertice Ue e, prima ancora, era stato al G20 di Cannes, dove aveva annunciato l'anticipo del pareggio del bilancio dal 2014 al 2013. Quello non era certo un mancato rispetto degli impegni. Era anzi un passo ulteriore che non ci era stato richiesto, che Berlusconi decise contro la volonta' di Tremonti''.

La lettera della Bce, spiega Frattini, ''era firmata da Trichet per la Bce e controfirmata da Draghi come successore designato. Sono balle quelle del ministro Tremonti'' che sostiene che la lettera arrivasse da via Nazionale. ''Non ci fu nessun complotto. C'e' stata una richiesta molto ferma da parte della Bce che, essendo banca, i soldi non li regala ma li investe. Per comprare titoli italiani voleva delle garanzie'', conclude Frattini. red-ceg/sam/

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