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pubblicato il 16/feb/2013 17:14

Elezioni: Di Pietro a Grillo, perche' attacchi la magistratura?

Elezioni: Di Pietro a Grillo, perche' attacchi la magistratura?

(ASCA) - Roma, 16 feb - ''Caro Beppe, ti scrivo perche' non ti riconosco piu' e, soprattutto, non mi riconosco piu' in alcune tue affermazioni e prese di posizioni. Da un po' di giorni, infatti, hai cambiato repertorio nei tuoi comizi e ti sei messo, anche tu, ad attaccare la magistratura, come un Berlusconi qualsiasi. Vai addirittura ripetendo: ''questa magistratura mi fa paura', ed ancora che la nostra e' una magistratura debole con i potenti e forte con i deboli.

Affermazioni ingiuste che, purtroppo, per la tempistica ed il tono usato, fanno da corollario a quelle vergognose che, da sempre, va ripetendo Berlusconi per il quale ''la magistratura rappresenta il cancro della nostra democrazia'''.

Lo afferma Antonio Di Pietro in una lettera aperta al leader 5Stelle Beppe Grillo.

''Ma ti rendi conto, Beppe -prosegue Di Pietro-, insieme a quale compagnia di ''falsari della verita'' ti stai mettendo pur di spararle ogni giorno piu' grosse?''. ''A quale Magistratura ti riferisci, Beppe? Perche' fai di tutt'erba un fascio? Ti stai forse dimenticando la schiera di magistrati che hanno perso la vita per fare il loro dovere e proprio per combattere i potenti? O forse ti stai dimenticando il prezzo pagato (in termini di calunnie, intimidazioni e denigrazioni) da chi ha combattuto, in questi anni, le mafie di Stato e il malaffare delle tante Tangentopoli di ieri e di oggi? Grillo, non fare anche tu come Berlusconi che dice che la colpa dei guai in cui versa l'Italia e' dei magistrati, che hanno scoperto i reati, e non dei mariuoli che si sono fregati il bottino dello Stato. Piuttosto, utilizza il tempo e lo spazio dei tuoi benvenuti comizi per informare il tuo pubblico di come stanno in realta' le cose, altrimenti, se ti ci metti anche tu a fare disinformazione, siamo veramente di fronte ad un mondo alla rovescia. Beppe, tu sai bene, come me, che la colpa del ripetersi di Tangentopoli e' della classe politica corrotta e di quella di specifici e potenti poteri finanziari che, in combutta con taluni (anzi molti) manager e dirigenti pubblici, hanno da tempo organizzato una vera e propria predazione di ogni ben di Dio (pardon...del popolo italiano), costruendo, al tempo stesso, una serie di leggi e leggine per conseguire pure l'impunita'. E quando proprio non ci riescono dicono che la magistratura li sta perseguitando, un po' come ti sei messo ad affermare tu ultimamente. Ed allora, mi chiedo, ti chiedo e chiedo se anche i tuoi elettori la pensano cosi'! Anche se oggi Grillo ed io ci presentiamo alle elezioni con liste diverse, e nonostante la competizione elettorale ci separi, io non ho mai fatto mancare il mio rispetto a un movimento, come quello del M5S, che combatte lo stesso sistema e lo stesso marciume che combattiamo noi di Rivoluzione civile - Italia dei Valori. Proprio per questo, non capisco e non comprendo, caro Beppe, questi tuoi frequenti e ripetuti attacchi contro i magistrati e, in particolare, proprio contro Antonio Ingroia e contro la mia persona. Noi che abbiamo avuto l'unico torto di aver combattuto ''i poteri forti' (io quelli di Tangentopoli e Ingroia quelli di Mafiopoli), e cioe' quegli stessi poteri che vorresti combattere anche tu ed il tuo splendido M5S.

Stiamo ai fatti: in questo Paese, da oltre vent'anni, la magistratura ha costituito un baluardo contro l'arroganza di un potere corrotto e complice dei corrotti''.

''I magistrati, nella oscurissima fase storica che ancora stiamo attraversando, sono stati spesso il solo scudo a difesa della povera gente, di tutti quelli che non fanno parte di lobby potenti. Senza la legge e senza chi la fa rispettare, tutti quei cittadini sarebbero esposti solo al potere del piu' forte. Non e' un caso isolato quello di Taranto, dove -sottolinea Di Pietro- la latitanza della politica e l'arroganza del potere economico hanno avvelenato impunemente un'intera citta', sino a quando non e' intervenuta la magistratura. Senza la magistratura, alla Fiat varrebbe solo il sopruso e nessuno difenderebbe i lavoratori dalla discriminazione e dalla tirannia instaurata da Marchionne. Lo sapete da soli quanti ladri, quanti corrotti e quanti truffatori sarebbero ancora comodamente seduti sulle loro poltrone senza le indagini dei magistrati. Oggi, in Italia, attaccare la magistratura significa schierarsi, magari involontariamente, con tutti i Berlusconi e i Berluschini, con i Riva e i Marchionne. Con i vostri e i nostri nemici. Contro tutto quello che noi dell'Italia dei Valori combattiamo da quasi quindici anni, e voi del Movimento cinque stelle da oltre cinque anni. Ripensaci, ti prego Beppe e, soprattutto, Voi amici del M5S riflettete bene prima di prendervela anche Voi con i magistrati''.

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