venerdì 20 gennaio | 13:45
pubblicato il 20/feb/2013 20:06

Elezioni: Bersani, la prima urgenza da affrontare e' il lavoro

Elezioni: Bersani, la prima urgenza da affrontare e' il lavoro

(ASCA) - Roma, 20 feb - ''La prima urgenza da affrontare ora e' il lavoro'': lo ha riaffermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani dicendo che il problema del lavoro dovra' ''essere al centro e la finalita' di tutte le iniziative del nuovo governo''.

Pur registrando che problemi di occupazione ci sono in tutta Europa, Bersani ha sottolineato che a fronte della situazione di Germania, Francia e Inghilterra dove a lavorare e' un cittadino su due, in sostanza il 50%, in Italia il tasso di occupazione e' del 38% che si abbassa al 29% nel Mezzogiorno.

Sono cifre che da sole, ha spiegato Bersani, mettono in evidenza l'urgenza di questo problema, specialmente se riferito ai giovani.

Come soluzione Bersani ha riproposto il piano di opere (sul modello del New deal) da affidare agli enti locali allentando il vincolo di stabilita' interno; una liquidita' a favore delle Pmi da ricavardall'emissione di buoni del tesoro finalizzati (in altra occasione ha parlato di 10 mld l'anno per cinque anni); l'utilizzo dei fondi europei, la green economy; opere di riqualificazione del costruito (a partire da scuole e ospedali) e interventi sulle infrastrutture e con l'estensione della banda larga.

Il tutto accompagnato da una serie di leggi per assicurare la legalita' con decise azioni anticorruzione e di lotta alle mafie. Bersani ha altresi' promesso la cancellazione di tutte le norme ad personam e di nuove sul conflitto di interessi.

''Ci siamo allontanati dall'Europa come gradi di civilizzazione'' oltre che per l'economia, ha detto ancora Bersani indicando la necessita' di intervenire sui diritti della persona, sui diritti dei lavoratori e delle loro rappresentanze, degli immigrati e della cittadinanza, sulle unioni civili, sul diritto allo studio, alla salute e ''primo fra tutti il diritto al lavoro''.

Per affrontare ''l'eredita' disastrosa del governo Berlusconi'' che dal debito ricevuto dal governo Prodi del 104% lo ha portato al 124% dopo aver ''mangiato tutto'' l'avanzo primario al 3%. ''Ma perche' e' potuto succedere questo? Perche' -ha gridato Bersani- si occupavano di Ruby! E mentre si perdevano 570 mila posti di lavoro''. A noi, ha aggiunto, ''occorrera' riprendere la strada'' con ''serieta', verita''' ed evitando come invece voleva fare la destra che ''vuol fare comandare il mercato sulla spesa pubblica, in particolare sulla sanita' e sulla scuola''.

Bersani si e' detto convinto che le risorse necessarie per uscire dalla crisi e per la ripresa possono venire dalla ''fedelta' fiscale, senza aver bisogno di un Robespierre''.

Comunque, ha sottolineato, con noi ''mai piu' un condono''.

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