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pubblicato il 17/mag/2011 05:10

Elezioni/ Bersani festeggia Milano, delusione per Napoli

Ma il partito per ora rinvia discussioni interne

Elezioni/ Bersani festeggia Milano, delusione per Napoli

Roma, 17 mag. (askanews) - Un risultato come quello che si è materializzato ieri a Milano nessuno, nel Pd, se lo aspettava e l'impatto è talmente forte che al Nazareno quasi non credono ai loro occhi. Pier Luigi Bersani può a buon diritto festeggiare il crollo del centrodestra sotto la Madonnina e rubricare il resto come marginale, anche se il flop di Mario Morcone a Napoli brucia. "Noi vinciamo e loro perdono, il vento del Nord è cambiato", ha detto Bersani. Il centrodestra è sconvolto da un voto che va oltre ogni aspettativa e a questo punto la partita è portare a casa una vittoria al ballottaggio a Milano, risultato che potrebbe davvero aprire la crisi di governo. Il resto è rimandato a dopo. Il segretario democratico si è potuto presentare in sala stampa, nella sede del Pd, alle 19, un orario in cui di solito si è ancora incollati ai computer per spuntare i dati che arrivano dal Viminale. Le cifre che arrivavano da Milano erano più che sufficienti, del resto, per poter dare un senso alla giornata. Bersani aveva atteso le prime proiezioni nel suo ufficio, al secondo piano della sede democratica, incontrando via via tutti gli altri dirigenti del partito, da Massimo D'Alema a Walter Veltroni. Quindi, verso le 19 le sue dichiarazioni, che rivelano quanto nel partito fossero pronte analisi non troppo generose sulla sua gestione: "Al di là di tutte le possibili elucubrazioni, mi pare un dato evidente che questo risultato che si delinea segnala un'inversione di tendenza. Noi vinciamo e loro perdono". Un messaggio che, almeno per ora, taglia le gambe a qualunque altra possibile considerazione. Lo dimostra quello che ha detto Paolo Gentiloni, uno dei leader della minoranza di Movimento democratico: "C'è un terremoto nel centrodestra, il resto lo valuteremo dopo i ballottaggi". Il 'resto', come lo definisce Gentiloni, sarebbe il risultato del Pd come partito (che peraltro a Milano sembra ottimo, testa a testa con il Pdl come prima forza in città); la performance dei candidati democratici; il numero di città riconquistate; la strategia delle alleanze alla luce del risultato del terzo polo, tutt'altro che entusiasmante; l'exploit dei candidati di Sel, non solo Pisapia ma anche Zedda a Cagliari. Tutte questioni sulle quali la minoranza è pronta a dare battaglia, ma che dovranno essere valutate alla luce dei risultati definitivi e che comunque passano in secondo piano nel giorno del crollo di Berlusconi nella sua città. E infatti anche Giuseppe Fioroni, altro dirigente spesso assai scontento della linea del partito, per ora si limita a dire che "se si vince a Milano è una cosa enorme", e solo 'en passant' fa notare che però "la sinistra radicale cresce". E Veltroni si è limitato a dire che il risultato di Milano è una "inequivocabile sconfitta per Berlusconi" e apre spazi all'iniziativa del Pd. E ora, ha aggiunto, bisogna mettere lo stesso impegno per vincere i ballottaggi. Bersani, del resto, ha sottolineato qual è la posta in gioco a questo punto: "Se dopo i ballottaggi avviene un rafforzamento di questo dato, la crisi - che esiste già - sicuramente si acuisce e può arrivare anche a un punto di rottura". E l'invito alla "riflessione" lanciato provocatoriamente alla Lega conferma le intenzioni del segretario: puntare al bersaglio grosso, Berlusconi. Sul resto, Bersani non ha voluto perdere tempo: la tanto criticata 'santa alleanza' non verrà rinnegata. "Fuori dai politicismi - ha detto - il messaggio del Pd era e sarà 'andare oltre Berlusconi' per ricostruire questo paese con una convergenza tra forze progressiste e moderate. Questa è la nostra posizione, ci ha portato male? No, assolutamente no e continuerà ad essere questa". Stesso discorso per il risultato di Bologna: si rischia il ballottaggio, ma nessuno provi a speculare su questo. "Anche con Del Bono andammo al ballottaggio, qual è il problema?". Certo, a Napoli il risultato brucia. Il distacco inflitto da de Magistris a Morcone è importante, soprattutto se si considera che il voto per le liste è esattamente ribaltato rispetto a quello per i candidati sindaci. Ma anche su questo fronte Bersani, almeno per oggi, ha potuto quasi glissare: comunque, ha sottolineato, il centrosinistra nel suo complesso prende più voti del centrodestra a Napoli. E chissà che non si riesca a battere Lettieri al ballottaggio. Le discussioni annunciate da Veltroni nell'intervista al Foglio sono rimandate. Si vedrà dopo i ballottaggi. E Bersani spera di presentarsi in posizione di forza, molto più di quanto avesse sperato.

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