martedì 24 gennaio | 18:32
pubblicato il 07/gen/2013 12:36

Elezioni: Berlusconi, vent'anni dopo. Stessa offerta politica del 1994

Elezioni: Berlusconi, vent'anni dopo. Stessa offerta politica del 1994

(ASCA) - Roma, 7 gen - Il rito notturno berlusconian-leghista, consumato come da copione ad Arcore, ha partorito il topolino dell'accordo di centrodestra per le prossime elezioni parlamentari. Conferma, se ve ne fosse stato bisogno, dello stretto intreccio che stringe, al di la' delle polemiche di facciata, gli interessi dell'ex-presidente del Consiglio con quelli del movimento fondato da Umberto Bossi.

L'offerta politica del centrodestra, quasi vent'anni dopo la ''discesa'' in campo di Silvio Berlusconi, torna al 1994, quando l'imprenditore edil-televisivo apparecchio' alleanze elettorali a geometria variabile, con la Lega Nord nella parte settentrionale del Paese, con il Movimento Sociale Italiano poi Alleanza Nazionale nel Centro e nel Sud. La dislocazione non e' casuale: per contrastare l'ipotesi Monti occorre una articolazione piu' ampia, l'esatto opposto del tentativo operato da Berlusconi con il Pdl di accentrare su di se' un partito-coalizione (andato in frantumi con l'espulsione prima di Casini e poi di Fini). Fenomeno in parallelo con quanto avviene sul fronte del centrosinistra dove l'orgoglioso proposito di Veltroni di fare del Pd un partito a ''vocazione maggioritaria'', infrantosi sulle scelte degli elettori, lascia oggi al posto nuovamente ad una coalizione che non vuole ''nemici a sinistra''.

Il sistema elettorale propiziato nel 2005 dall'intesa Berlusconi-Casini-Fini-Bossi, e noto come ''porcellum'', obbliga a coalizioni di carattere nazionale per puntare al premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, dunque il mosaico di centrodestra sara' ampiamente variegato, oltre a Pdl (Forza Italia?) e Lega Nord, annoverera' il Fratelli d'Italia di La Russa, il Grande Sud di Micchiche', verosimilmente la Destra di Storace e non si escludono altri movimentini da aggregare: tanto da far apparire un po' grottesco l'appello di Berlusconi stesso a concentrare i consensi.

Ma proseguiamo nei confronti. Nella legislatura iniziata nel 1994, Berlusconi era Presidente del Consiglio e Maroni ministro dell'Interno: esattamente come dal 2008 al 2012.

Forte e' l'impegno del presidente del Pdl di fare scordare che quattro anni di governo in questa legislatura recano il sigillo suo e della Lega Nord e che la situazione attuale e' figlia di quel periodo.

La fama di venditore dell'uomo di Arcore e' nota e meritata: lo dimostro' nel 2006 quasi rimontando una situazione che appariva disperata. Tuttavia, oggi, qualche dubbio sulle possibilita' di successo i sodali di Arcore debbono averlo se Berlusconi spiega che preferisce mandare avanti qualcun altro come premier (Alfano?) e Maroni preferisce scegliere il comodo ring casalingo della Lombardia, optando per un partito a vocazione ed insediamento locali.

Al momento l'offerta politica del centrodestra e la sua proposta di governo appaiono ancora oscure.

dir/

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